Suez-Gdf slitta la fusione

da Milano

Potrebbe subire un ritardo la tabella di marcia prevista da Suez e GdF per la loro fusione. A determinare il nuovo timing dell’operazione, il cui iter si sta rivelando un percorso a ostacoli, sarebbe la data fissata per la riunione dei rappresentanti sindacali di GdF il cui parere, pure se solo consultivo, è obbligatorio per l'iter procedurale. Il comitato centrale aziendale si riunirà infatti il 6 novembre, facendo così rinviare alla fine di dicembre le assemblee che devono approvare le nozze, sempre che tutte le altre tappe non incontrino nuove difficoltà. Sulla fusione continua inoltre a pesare la minaccia di un'offensiva dell'Enel che ha indicato come «tutte le opzioni restino aperte» per quello che riguarda il suo sviluppo aziendale. Il trattato di fusione deve infatti essere trasmesso all’Amf, il gendarme dei mercati finanziari d'oltralpe, almeno 5 settimane prima delle assemblee. Ma prima che la direzione possa trasmetterlo deve ottenere il parere dei rappresentanti sindacali francesi e anche quello di quelli europei, convocati per il 7 novembre. Finora si prevedeva che il testo fosse trasmesso all'Amf entro la fine di ottobre. Secondo questo calendario, la convocazione delle due assemblee non è possibile prima delle due ultime settimane di dicembre e non si più escludere ora che slitti all'inizio del 2007. Suez e GdF hanno sempre previsto di chiudere la partita entro la fine dell'anno, anche perché al di là si entra in una zona ad alto rischio politico che è quella delle importanti scadenze elettorali della primavera. Le due società dispongono ora di due settimane per finalizzare il progetto e cercare di appianare i loro dissensi sul fronte della governance e della parità di fusione. Il ministro dell'Economia e delle Finanze Thierry Breton ha infatti invitato i due gruppi ad aspettare il voto al Senato sulla privatizzazione di GdF, previsto il 27 ottobre, prima di finalizzare il loro trattato di fusione.