Suez, «pillola avvelenata» anti Enel

Potrebbe essere varata nell’assemblea del 5 maggio, ma rischia di non avere effetti pratici

da Milano

Suez intende giocare la carta della «pillola avvelenata», mentre il governo di Parigi prevede di approvare entro giugno la legge che permette la privatizzazione di Gaz de France: si sta muovendo il fronte anti-Enel in Francia, mentre il gruppo guidato da Fulvio Conti sembra attendere che la situazione politica si schiarisca. Nella prossima assemblea del 5 maggio, una delle risoluzioni su cui gli azionisti Suez dovranno deliberare riguarderà infatti «una delega di competenza al consiglio di amministrazione - informa l’avviso di convocazione di Suez - per procedere all’emissione a titolo gratuito di buoni di sottoscrizione di azioni nell’ipotesi di offerta pubblica non sollecitata che miri alla società. L’ammontare nominale di azioni che potrebbe essere emesso in questo modo - si legge - verrebbe fissato a un massimo di 2,7 miliardi di euro». Una poison pill pesante, che aumenterebbe in teoria la difficoltà di scalare Suez, ma che rischia anche di avere una valenza molto limitata: l’emissione di una massa simile di azioni gratuite rischia di tramutarsi in un boomerang per il vertice Suez facendo cadere il valore delle azioni.
Intanto il ministero dell’Economia francese ha comunicato ai sindacati che il progetto di legge necessario alla fusione Suez-Gdf verrà presentato a giugno, ha detto Philippe Taurines, segretario della Fédération nationale Energie-Mines Force Ouvrière. «Per consentire la fusione lo Stato verrebbe autorizzato a diventare azionista minoritario su Gdf - ha affermato - sarà una legge di privatizzazione». Una scelta, quella del governo di Parigi, che ha suscitato la forte opposizione dei sindacati, contrari alla privatizzazione dei due grandi gruppi pubblici: Gaz de France ed Electricité de France.
Attualmente, infatti, in Francia vige una legge che impone allo Stato di mantenere una quota del 70% nelle due società: la fusione Suez-Gdf farebbe scendere la partecipazione pubblica sotto questo livello. La legge che apre la strada ai privati è quindi essenziale per la fusione, ma i sindacati hanno già indetto una serie di scioperi contro questa decisione (l’ultimo martedì scorso) e in questo momento il governo di Dominique de Villepin, indebolito dal recente scontro (perduto) sul lavoro precario, forse non ha bisogno di altre battaglie.