Suez, stop a Enel: non sarà ceduta la belga Electrabel

I francesi smentiscono le voci di accordo con il gruppo italiano dopo le obiezioni di Bruxelles sulla integrazione con Gaz de France

Paolo Giovanelli

da Milano

Suez alza le barricate o, perlomeno, tenta di alzare il prezzo: secondo fonti francesi le forti osservazioni dell’Unione europea alla fusione con Gaz de France non avrebbero sorpreso il gruppo francese guidato da Gérard Mestrallet. «Quelli di Suez si aspettavano di peggio da Bruxelles» ha detto una fonte al Giornale. E ieri il quotidiano francese Les Echos sosteneva che Suez e Gdf si sono sentite «piuttosto rassicurate» dal contenuto della valutazione della Commissione europea.
In ogni caso Suez non avrebbe la minima intenzione di cedere le attività Electrabel in Belgio, considerate un «asset strategico e core business dell’attività elettrica del gruppo», secondo quanto ha riferito la stessa fonte. Ed è alle attività elettriche di Electrabel che Enel puntava quando aveva annunciato l’intenzione di lanciare un’Opa su Suez, che ha la sua attività principale nella gestione delle acque e nell’ecologia. Il gruppo parigino avrebbe in ogni caso preso atto che «il problema è il Belgio», dove la fusione con Gdf creerebbe una sorta di quasi monopolio nel gas e nell’elettricità. E anche Les Echos riporta che da parte di Suez «si ammette che la prospettiva di cedere alcune attività del gruppo post-fusione fa parte dello schema di riflessione. Tra queste attività - sostiene il quotidiano francese - si parla della società belga Spe, che produce elettricità». Spe è controllata al 49% da Spebel e al 51% da Sogebel. Quest’ultima a sua volta è posseduta al 50% da Centrica (numero uno nel Regno Unito nel gas naturale) e al 50% da Gaz de France che detiene così indirettamente una quota del 25,5% in Spe.
E sarà probabilmente Spe ad essere messa sul tavolo nella risposta che Suez e Gdf devono dare alla Commissione entro dieci giorni. Giusto in tempo per arrivare praticamente alla vigilia della annunciata riunione del Parlamento francese il 7 settembre che dovrà varare la legge che permette allo Stato di cedere la quota di controllo di Gaz de France. Su questa nuova norma l’esecutivo di Parigi si dice sicuro di poter ottenere la maggioranza, ma le contestazioni da parte dei sindacati, della sinistra e di parte del partito di governo sono molto forti. E bisognerà vedere se le risposte di Suez e Gdf saranno sufficienti per Bruxelles. Intanto, senza chiasso, i governi italiano e francese continuano a trattare. E, forse, è anche in questa ottica che sono da valutare le barricate di Suez su Electrabel.