«Suggerimmo noi la Bpi». «Non è vero» Le due versioni dei titolari del cantiere

Il leasing della barca di D’Alema sta innescando addirittura incomprensioni familiari tra i proprietari del cantiere la Stella Polare di Fiumicino, dove è stata fabbricata. La famiglia Di Veroli consigliò a D’Alema di aprire un leasing con la Bpi o fu il presidente dei Ds a decidere autonomamente? In due interviste ieri Giacomo e Cesare Di Veroli hanno offerto versioni contrastanti. Giacomo racconta: «Ci facemmo preparare i piani per il leasing e li sottoponemmo al presidente D’Alema. Insieme valutammo che quello con le condizioni più vantaggiose era offerto, appunto, dalla Banca di Lodi». Cesare ha invece precisato: «Noi non c’entriamo. Perché mai avremmo dovuto consigliare una banca con la quale non abbiamo mai lavorato, visto che da anni abbiamo i nostri istituti di fiducia verso i quali indirizzare la clientela?». Ha quindi chiarito che tra le loro banche di riferimento non risulta la Bpi «né la società di leasing Ducato». Oggi è arrivata la smentita ufficiale di David Di Veroli, figlio di Giacomo, in un comunicato firmato come rappresentante della società «Base Nautica Stella Polare di Fiumicino»: «La società di leasing scelta dall’onorevole D’Alema è stata da me direttamente consigliata, visti i pregressi buoni rapporti da me instaurati con la finanziaria stessa che ha finanziato altre volte armatori che ci avevano commissionato costruzioni di barche nuove».