Sugli aiuti congelati e sul piano di rientro è ormai fantapolitica

Ormai siamo alla fanta-politica: il braccio di ferro sui 5 miliardi di euro di aiuti alla Regione Lazio ancora non erogati a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi fissati si è ormai trasformato in un vero e proprio scontro istituzionale. Ieri il vice di Marrazzo Esterino Montino ha parlato addirittura di una manovra a tenaglia che sarebbe stata messa in atto da Governo e Campidoglio, sfruttando le difficoltà del settore della Sanità, per colpire politicamente la Regione governata dal centrosinistra. «È chiaro - ha detto il vicepresidente diessino della giunta - che c’è un’operazione orchestrata da una parte dell’intelligenza di alcuni gruppi di centrodestra del Governo e del Campidoglio che sta cercando di metterci in difficoltà. Noi cercheremo di rispondere colpo su colpo a questo disegno inquietante per l’uso delle istituzioni che dovrebbero essere lasciate fuori dallo scontro politico».
Dopodichè lo stesso Montino ha elencato una serie di misure che, secondo lui, dimostrerebbero la fondatezza della sua ipotesi: «Il governo ha dato 500 milioni di euro ad Alemanno perché Roma si è inventata il buco di bilancio; c’è in corso un provvedimento per salvare Catania, retta da un’altra giunta di centrodestra» e infine l’esponente Ds ha ricordato il decreto che autorizzerebbe il Campidoglio a pignorare il patrimonio regionale per rientrare dei propri crediti». Ad accendere ancora di più i toni dello scontro ci ha pensato l’assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri, di Rifondazione comunista: «La campagna elettorale è finita - ha detto, parlando del centrodestra - ma tentano di consolidare il loro dato elettorale cercando di colpire il baluardo più importante del centrosinistra nel Lazio: la Regione. Questo gioco sarà smascherato e i cittadini lo capiranno».
Immediata la replica del ministro del Welfare Maurizio Sacconi: «C’è un verbale del comitato tecnico in cui sono rappresentate le regioni, oltre al ministero dell’Economia e a quello della Salute, che non consente lo sblocco dei finanziamenti. Il verbale dice esplicitamente che non ci sono le condizioni perché c’è uno spostamento significativo rispetto al piano di rientro. Dobbiamo, insieme con il commissario della sanità laziale Piero Marrazzo individuare i modi con i quali il piano di rientro possa essere rispettato. Domani mattina (oggi, ndr) - ha concluso Sacconi - ci incontreremo per cercare in modo costruttivo interventi che consentano di raggiungere gli obiettivi del piano di rientro».
E Donato Robilotta (Sr), riferendosi alla richiesta di Montino a Sacconi di «fare chiarezza sui provvedimenti aggiuntivi», ha spiegato: «Montino conosce perfettamente i provvedimenti aggiuntivi richiesti dal Governo per il rientro dal deficit sanitario: l’abrogazione della norma sui policlinici universitari e il blocco della costruzione dell’ospedale dei Castelli che non ha nessuna copertura finanziaria». Un invito ad abbassare i toni della polemica è arrivato da Massimiliano Maselli, di Forza Italia-PdL: «Non si può certo condividere l’atteggiamento di Nieri e Montino che passano da relazioni tecniche a comizi politici contro il Governo Berlusconi che sta facendo grandi sforzi aiutando la Regione ad uscire da questa situazione di stallo».