Sugli espropri di Cinecittà indaga la Procura

Antonella Aldrighetti

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla vicenda degli appartamenti vuoti requisiti lunedì scorso dal X municipio e momentaneamente «assegnati» a senza casa, e ha iscritto nel registro degli indagati il presidente Sandro Medici, firmatario dell’ordinanza, per abuso d’ufficio. Gli accertamenti, affidati ai pubblici ministeri Salvatore Vitello e Maria Cristina Palaia, sono partiti sulla base di una segnalazione della Digos. Tutta la documentazione, compresa l’ordinanza di requisizione degli immobili di via Lucio Calpurnio Bibulo 13, nel quartiere Cinecittà, sono già stati acquisiti dagli inquirenti. I magistrati intendono stabilire se dietro l’iniziativa di Medici si celino fattispecie penalmente rilevanti. In particolare, se rientri tra le sue prerogative quella di requisire immobili. Dall’emergenza alloggi all’emergenza espropri «proletari» il passo è breve. Due giorni fa, dunque, con un colpo di mano, Medici ha fatto requisire una quindicina di alloggi di uno stabile privato per consentirne l’utilizzo - dice lui - a chi da tempo è inserito nelle graduatorie per un alloggio comunale. Come a dire che «se Veltroni non adotta una congrua politica abitativa c’è sempre la possibilità di appropriarsi di un bene magari in disuso e tamponare la necessità». Ma l’operazione, con tanto di canone di affitto, più o meno confacente ai prezzi di mercato, non è piaciuta neppure alla stessa maggioranza di sinistra che proprio ieri mattina ha sconfessato l’ex giornalista del Manifesto bocciando il documento che ne avallava l’operato, innescando così la polemica che ha indotto l’opposizione del parlamentino di Cinecittà a chiederne le dimissioni. Dunque, se da un lato la stessa politica abitativa del primo cittadino con l’atto di forza di Medici è stata oscurata, dal canto suo Rifondazione comunista (partito d’appartenenza del presidente di Roma X) ha boicottato già ad aprile scorso la costruzione di 9mila alloggi già finanziati a suo tempo dalla giunta regionale guidata da Francesco Storace. «Una strana contraddizione - tuona Beatrice Lorenzin, coordinatore regionale di Forza Italia - per chi dice di voler garantire il diritto alla casa. Forse perché il diritto all’occupazione crea più consenso e risonanza rispetto ad una seria scelta programmatica». Ma può un’istituzione pubblica permettersi il lusso di soprassedere alle regole del viver civile e avallare un esproprio proletario? Sembra che Medici in un modo o in un altro non sia nuovo a questo tipo di «anomalie». Ecco il perché: «Nel 2004 - ricorda la Lorenzin - in consiglio comunale fu approvata la delibera 69 nella quale il presidente rinunciava a 84 appartamenti in affitto presso l’immobile sito in via Masurio Sabino in un piano di zona residenziale frutto di un giusto esperimento che prevedeva la realizzazione di quartieri socialmente misti in cui si destinava una parte di alloggi per l’affitto in aree residenziali. Medici - continua l’esponente di Fi - rinunciò a una somma pari a 2.950.000 euro preferendo ristrutturare lo stabile occupato da alcune famiglie vicine al Movimento di Action. Ecco perché il Prc ci deve spiegare se intende perpetrare e legittimare le occupazioni illegali oppure fare una scelta di legalità e lasciar realizzare immobili destinati alle fasce più deboli della capitale». Ma quello che ancora resta da chiarire, secondo l’azzurra, è «quali siano i motivi di questo sequestro immobiliare, poiché non è dato sapere a chi verranno consegnate le case. Visto che i dati in nostro possesso fotografano una situazione sempre più preoccupante: in 12 mesi oltre 2.000 famiglie sono state sfrattate con l’intervento della forza pubblica mentre più del 20 per cento del patrimonio comunale presenta irregolarità amministrative tra cui appartamenti occupati illegalmente». Che anche quelli requisiti vengano «con-donati» ad Action? Gli azzurri assicurano di voler vigilare su una tale ipotesi.