Sugli sci a Deiva Marina

Maria Vittoria Cascino

«Dove vai? A Deiva Marina a sciare». Il botta e risposta è da cronache marziane, ma non il pullman che da lì ti scende sulle piste di Zum Zeri. Perché Deiva è un delizioso borgo sul mare ritagliato ad un paio di gallerie da Moneglia, conta millecinquecento anime che in estate schizzano a quindicimila e ha oltre mille seconde case praticamente sigillate in inverno. Che tradotto la fa scoppiare di caldo e morire di freddo. Ma qui anziché piangere sui tagli gli amministratori pensano. Che quelle case vuote fanno tristezza, che è un peccato non farle respirare, che una boccata d'ossigeno farebbe bene a tutti.
Una boccata d'ossigeno magari in quel di Zeri, che non è mica uno scandalo pensare di farci un passo. Magari in inverno, magari quando c'è la neve. E se lo dicono scherzando i due sindaci, Ettore Berni di Deiva ed Egidio Pedrini di Zeri. Se lo dicono davanti ad una bottiglia di vino buono in una calda serata estiva mentre i Buio Pesto sparano note sul mare deivese. Che si può fare, adesso che studiano il modo di portare la gente di Deiva a sciare a Zum Zeri, quota 1400, otto piste, fondo, snowboard e baby park. Uno scampolo di Toscana in Liguria, che si allunga su tre confini al Passo dei due santi (...)
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