Sui binari della storia

Oltre 5000 chilometri, come da Roma a Lisbona o da Milano e San Pietroburgo e ritorno. Una distanza considerevole, che serve a misurare il patrimonio ferroviario dismesso italiano, fitta rete di rotaie sulle quali non viaggia più alcun treno, ma che potrebbero potenzialmente funzionare come veicoli per un turismo diverso, lento, soave.
Tutti siamo affascinati dai treni. Metafora della vita, del destino, delle occasioni da non perdere. Vedi un convoglio e immagini che può servirti ad andartene da dove non ti piace stare, può accompagnarti al mare, regalarti un ricordo, riportarti qualcuno, cullare un addio.
Le rotaie invase dall’erba fanno pensare al tempo che passa, ai minatori che trasportavano carbone, ai deportati nei lager nazisti, alla conquista della Frontiera americana, ai Grand tour di artisti e letterati invaghiti del Belpaese, all’Orient Express e alla Transiberiana. La fantasia cammina sulle strade ferrate, viaggia nei secoli e arriva dappertutto, anche grazie a un’associazione milanese che promuove oggi la prima Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate.
L’iniziativa è sostenuta dalla Confederazione per la mobilità dolce - l’appropriato acronimo che ne risulta è CoMoDo - e intende evidenziare il potenziale valore delle linee minori, che una volta sistemate favorirebbero lo sviluppo turistico delle aree geografiche marginali della nostra penisola, incoraggiando spostamenti che hanno minore impatto ambientale e che sono la memoria dei nostri territori e delle genti che li abitano. Una domenica dedicata alle piccole ferrovie italiane, tratte abbandonate, soppresse o magari ancora modestamente in esercizio, e a coloro che lavorano alla loro manutenzione.
In tutto il Paese saranno organizzati una trentina di eventi, fissati anche nei prossimi giorni. Si tratta di itinerari guidati, viaggi con convogli speciali, escursioni a piedi o in bicicletta, visite a impianti e stazioni, incontri, mostre e convegni. Il tratto di ferrovia tra il ponte di Vedano e la stazione riattivata di Malnate, in provincia di Varese, sarà interessato da un’escursione pedonale dal titolo evocativo «Uno sguardo sotto il ponte». Si parte alle 10, per andare alla scoperta di una zona quasi dimenticata dove il fiume Olona scorre libero e si riprende lo spazio che l’antica ferrovia della Valmorea gli aveva sottratto già nel secolo scorso. L’Associazione club treni Brianza propone per il 9 marzo «Asso… a tutto vapore», viaggio dal sapore antico, da effettuarsi con un vecchio treno a vapore, sulla tratta Severo-Erba-Asso, tragitto panoramico che dalla pianura conduce nel cuore verde delle Prealpi lombarde.
Nelle Marche, più precisamente nella provincia di Pesaro e Urbino, oggi si terrà invece un incontro rievocativo della linea Sant’Arcangelo-Fabriano, costruita e mai entrata in esercizio: ritrovo alle 15 in località Galleria di San Leo. In Abruzzo sono in programma una biciclettata e un’escursione a piedi alla scoperta della Sulmona-Terni nella Valle dell’Aterno, mentre il Coordinamento Palermo ciclabile-Fiab ha optato per due gite su due ruote lungo il tracciato Palermo Sant’Erasmo-Corleone-San Carlo, linea a scartamento ridotto aperta nel 1886 e utilizzata fino al 1956, destinata a collegare l’entroterra palermitano con il capoluogo.
Numerosi anche i momenti di riflessione e discussione. Ad Annone Veneto, presso il Centro civico, a partire dalle 10 si parlerà della linea Motta di Livenza-San Vito al Tagliamento e della sua trasformazione in pista ciclo pedonale; a Isili, in provincia di Cagliari, domani è fissata una conferenza per parlare delle ferrovie a scartamento ridotto, risorsa che contribuirebbe al rilancio turistico di alcune zone meno frequentate dell’isola.
Quasi tutte le regioni saranno coinvolte da questa iniziativa ecologica, per un tuffo nel passato accompagnato da un allegro sferragliare lungo percorsi che mettono in comunicazione città e borghi, villaggi rurali e luoghi d’arte, passando per stazioni, ponti, caselli, gallerie e viadotti che sono balconi affacciati sulle nostre belle province.
L’ex-linea Piovene-Rocchette-Asiago, in Veneto, chiamata anche la Ferrovia dell’Altopiano, è uno dei tragitti più suggestivi: si snoda tra estese pinete e panorami alpini e d’inverno viene utilizzata come pista per lo sci di fondo. Da non perdere anche la Lunga via delle Dolomiti, circa ottanta chilometri da Calalzo di Cadore a Dobbiaco sul tracciato della celebre Ferrovia delle Dolomiti che toccava Cortina d’Ampezzo e che gradatamente sale fino a oltre mille metri sul livello del mare, zigzagando nello spettacolare scenario delle vette bellunesi.
Nell’era dell’alta velocità, l’intenzione dei promotori è anche quella di sostenere un progetto di legge già presentato nel 2006 al Senato, attualmente in corso di esame, relativo al recupero e alla valorizzazione di questo patrimonio in abbandono che preveda stanziamenti utili dalla Lombardia fino alla Sicilia, come già accade in altri stati europei. Aderiscono a CoMoDo numerose associazioni, tra le quali Wwf, Italia nostra, Club alpino italiano, Federparchi e Legambiente.
Grazie a questa iniziativa, la geografia italiana sarà esplorata con nuovi occhi e le rotaie in disuso per qualche giorno torneranno a vivere. Magari la strada è sempre uguale a quella di un secolo fa, ma oggi sarà tutto un altro viaggio.