«Sui buoni scuola violata la privacy»

Abitano in San Babila, hanno redditi da 97mila euro all’anno e percepiscono un buono scuola di oltre duemila euro per mandare il figlio negli istituti privati. C’è chi abita in largo Augusto, ha un reddito di 76mila euro e riceve un buono scuola da 1.850 euro. E c’è chi vive in pieno centro pur dichiarando solo quattromila euro all’anno. Il contributo regionale per l’istruzione va anche nelle mani di molte famiglie che risiedono nella Milano super lusso: da via della Spiga a Foro Buonaparte, da corso Vittorio Emanuele a Brera. È questa la denuncia avanzata dal gruppo regionale lombardo di Rifondazione comunista che snocciola, numero per numero, con tanto di nomi e cognomi, i «regali» fatti dalla Regione Lombardia alla Milano da bere. Secondo lo studio effettuato dal Prc, oltre il 40 per cento di chi ha ricevuto il finanziamento dichiara tra i 50mila e i 178mila euro di reddito all’anno. «I soldi pubblici vengono spesi per aiutare i ricchi - protesta il consigliere lombardo di Rifondazione comunista, Luciano Muhlbauer -. Si distribuiscono contributi miliardari a chi non ne ha bisogno».
Tra il 2005 e il 2006 sono quasi 44 i milioni di euro stanziati dalla Regione Lombardia per finanziare il buono scuola con cui viene coperto fino al 50 per cento della retta scolastica. Più di 67mila gli studenti che ne hanno beneficiato: quasi tutti (il 99,7%) iscritti alle scuole private. «Il paradosso - aggiunge Muhlabuer - è che il buono scuola, oltre a configurarsi come una palese ingiustizia, si rivela nei fatti del tutto inefficace come strumento di promozione della libertà di scelta».
Va bene la trasparenza, ma non è piaciuta a molti esponenti del centrodestra lombardo la decisione di diffondere gli elenchi, seppur pubblici, con i nomi dei destinatari, con redditi, residenze e contributi scolastici. «I dati espressi dal Prc - ribatte il capogruppo lombardo di Forza Italia, Giulio Boscagli - sono presentati in modo fazioso e ideologico. Se infatti non vengono spiegati i metodi di calcolo dell’Isee le affermazioni di Muhlbauer possono essere interpretate in ogni modo». Boscagli riprende in mano i numeri e li legge in un altro modo: «I dati ufficiali evidenziano come l’82 per cento delle famiglie beneficiarie si colloca sotto l'indicatore di reddito di 30mila euro e il 18 per cento si colloca nella fascia che va dai 30mila ai 45mila euro». L’elenco di nomi stilato dal Prc porta l'esponente azzurro a «ripensare con preoccupazione agli anni Settanta, epoca in cui in questo modo si usava mettere nel mirino i nemici politici».
La Cdl continua a difendere l’iniziativa dei buoni scuola e annuncia che a breve la Regione Lombardia aprirà la discussione sulla nuova legge sulla Formazione professionale. «Quello - aggiunge Boscagli - sarà il luogo per verificare se Rifondazione comunista tiene più alla battaglia ideologica o al bene dei cittadini lombardi».