Sui bus turistici due pesi e due misure

Daniele Petraroli

Nonostante l’aumento, tanto strombazzato dal Comune, degli introiti derivanti dal turismo, gli operatori del settore raccontano tutt’altra situazione. E trovano come bersaglio il «Nuovo piano bus turistici» approvato dalla giunta capitolina lo scorso anno con la delibera 715/05 ed entrato in vigore il primo gennaio. «Il grosso problema - spiega Roberto Angelini, presidente dell’Emet (Ermes mobilità e turismo) Italia - è rappresentato dalla volontà monopolistica del comune nella regolamentazione del settore cui si aggiunge una scarsa liberalizzazione del trasporto pubblico locale. Tale tendenza toglie opportunità di rilancio alle aziende di trasporto private. Così da quando è stato attivato questo Piano, e cioè nel 1999 per affrontare l’emergenza-Giubileo, il 98 per cento delle aziende del settore è caduto in una grave crisi economica». Inutile dire che a essere colpite sono state le piccole imprese. «Solo per fare un esempio del monopolio del Comune - prosegue Angelini - basti pensare che la stessa azienda che emette le regole del nuovo Piano, e cioè l’Atac, fa concorrenza sleale agli operatori privati. Infatti con i soldi che riceve da quest’ultime finanzia i pullman della Trambus (le linee 110 per esempio) i quali, a differenza dei privati costretti a fermarsi in parcheggi periferici, possono giungere a ridosso dei siti archeologici. Risultato: le piccole aziende falliscono perché non possono permettersi di pagare 200 euro al giorno per entrare nella zona verde e i turisti sono costretti a un vero e proprio calvario. Lasciati lontano dalla aree di interesse devono muoversi a piedi o con i mezzi pubblici». Eppure il Campidoglio parla di «boom» turistico. «Innanzitutto i dati risentono del confronto con il 2001 quando ci fu il picco negativo per il turismo romano - prosegue Angelini -. Inoltre bisogna vedere il dato sulla permanenza del turista. Oggi i visitatori scappano dalla Capitale dopo due giorni visto il modo in cui viene gestito il tutto. Basti pensare che non c’è nemmeno un assessorato al turismo nella città con più monumenti al mondo».
L’Emet ha già fatto ricorso al Tar (la discussione sarà il 12 aprile) e sta già preparando una manifestazione proprio nella stessa occasione. «Inutile dire - conclude Angelini - che tutto ciò contrasta con le normative comunitarie e con la legge nazionale 218/03 la cui legge regionale di attuazione, però è stata bloccata dalla giunta Marrazzo, unica in Italia, appena insediata».
«La continua celebrazione dei presunti successi nel settore turistico da parte dell’attuale amministrazione capitolina - è il commento del candidato sindaco Gianni Alemanno - nasconde una realtà ben diversa. Quella di una città dalle potenzialità attrattive ancora non pienamente utilizzate perché quotidianamente neutralizzate dall’assenza di una generale politica di sviluppo capace di immettere Roma nel circuito delle grandi capitali europee. Per un vero rilancio del turismo si deve costruire un progetto ampio e articolato che non abbia come unici protagonisti i soliti gruppi imprenditoriali ma sia fondato sulla piccola impresa».