Sui congressi autogol per Capurro

Doveva essere un j'accuse contro l'amministrazione di centrodestra di Rapallo presieduta dal sindaco Mentore Campodonico. Si è trasformato in un autogol per l'opposizione capitanata dall'ex sindaco Ezio Armando Capurro. Tema: il centro congressi di Rapallo. Non paghi delle dichiarazioni fatte dall'attuale amministrazione («Il centro congressi è un'idea buona che intendiamo realizzare, ma al momento attuale siamo ancora al nastro di partenza», ha ripetuto il vice sindaco Roberto di Antonio pochi giorni fa), l'opposizione ha richiesto una riunione apposita del consiglio accusando la maggioranza di voler affossare il progetto. A scompigliare le carte ci ha pensato però, dagli stessi banchi dell'opposizione, l'ulivista Nicola Costa che ha criticato l'operato («poco rispettoso dell'interesse pubblico e a volte del codice civile») della società Centro Congressi costituita ai tempi dell'amministrazione Capurro. Il consigliere ha contestato anche la mancata adesione dei soci privati (Ascom e associazione albergatori) all'aumento di capitale di un milione di euro deliberato dal cda. E di conseguenza la decisione del Comune di farsi carico delle quote inoptate coprendo il 90% dei costi. Decisione presa - accusa Costa - coi soldi dei contribuenti e senza alcun dibattito.
Decisa la replica del presidente del cda della Società Centro Congressi, Luciano Mele, chiamato a relazionare al consiglio comunale. Altrettanto quella di Capurro che contesta senza mezzi termini le competenze in materia di Costa («d'altra parte c'era lui al Carlo Felice»). Ne nasce un dibattito senza fine - dalle nove di sera a notte fonda - in un clima di scontro in cui tutti paradossalmente dichiarano di voler fare il centro congressi. Solo alle due passate viene votato l'ordine del giorno che impegna la società Cento Congressi a presentare entro 30 giorni un piano industriale ed economico. A quel punto si vedrà.