«Sui costi bancari vogliamo dati e rilevazioni obiettive»

«Crescita internazionale del sistema: prossima tappa il Brasile»

nostro inviato a Mumbai

Presidente Faissola, dopo la Cina, l’India: nel giro di cinque mesi l’Abi è per la seconda volta in prima linea in Asia con il governo italiano. A cosa portano queste missioni? «Abbiamo visto, dopo la trasferta in Cina, quanto sia importante essere presenti nei mercati con maggiore potenzialità. L’Italia ha grandi possibilità di produrre, importare ed esportare. E la nostra deve e può essere una collocazione di tipo connettivo». Corrado Faissola potrebbe diventare il più «girovago» dei presidenti dell’Associazione bancaria italiana. Specialmente ora che il sistema nazionale ha prodotto i primi gruppi di taglia mondiale. Come conferma in questa chiacchierata a Mumbai con il Giornale.
E come si muove, in concreto, l’Abi?
«L’associazione coordina tutte le attività finanziarie lasciate ovviamente alla libera iniziativa delle singole banche. Va poi detto che in Italia abbiamo aziende di dimensioni tali da poter agire all’estero autonomamente. E in ogni caso noi non abbiamo una funzione operativa diretta. Ma per esempio, in relazione alla missione indiana, qualche giorno fa abbiamo firmato un protocollo per iniziative economiche che riguarda un gruppo di banche capofila con le agenzie preposte. In questo senso noi svolgiamo ruoli di coordinamento».
E dopo Cina e India quale sarà la prossima missione?
«Un’iniziativa prossima ventura potrebbe riguardare, ma dico potrebbe, perché è ancora presto, il Brasile».
Venendo a cose più italiane: i costi bancari sono sotto tiro anche da parte della Ue. Che commento può fare?
«Su questo tema c’è una grande quantità di informazioni e di rilevazioni. Credo però che siano dati che debbano essere oggetto di un approfondimento».
Antitrust, governo, Ue: pensa che le banche siano sotto attacco?
«Non credo siano sotto attacco da parte di nessuno. L’Antitrust sta facendo il suo lavoro anche in altri settori, energia o assicurazioni per esempio. Dunque non credo proprio si tratti di un attacco. Certo, dobbiamo confrontarci. Abbiamo avuto un incontro con Bersani, i rapporti sono buoni, ma abbiamo ritenuto opportuno proseguire, sentendo anche l’Antitrust, a una rilevazione obiettiva dei dati in questione, anche per dare sempre maggiore trasparenza ai nostri clienti. Vedremo poi in che modo»
Pensa a un tavolo comune con i soggetti coinvolti a vario titolo?
«Prima ci vogliono le rilevazioni obiettive condivise, a cui dobbiamo partecipare anche noi, in collaborazione con altri a partire da Bankitalia».
«In queste missioni l’Abi può presentare, per la prima volta, i suoi giganti, nati dalle recenti aggregazioni. Questo risultato è percepito all’estero?
«Ritengo che la percezione a livello internazionale sia molto accentuata quando si parla di Unicredito e Intesa Sanpaolo. Gli altri sono progetti e ci vorra ancora un po’ di tempo. Certo, ultimata la fase di realizzazione, tutti i nuovi gruppi bancari si muoveranno anche sui mercati internazionali in modo diverso dal passato».