Sui manifesti nasce il partito «Abbundo»

Nomen homen, il destino è nel nome dicevano gli antichi. Dev’esser così che l’ha pensata, a Nicola Abbundo. Un passato recente da eletto di Forza Italia, un presente da esponente unico e incontrastato del Gruppo misto, un futuro, si dice, nel grande, ormai «enorme centro» che si va delineando in Regione in vista delle elezioni politiche del 9 aprile, il consigliere dev’essersi detto che tanto vale puntare su se stesso, Abbundo Nicola, e poi si vedrà. Càpita così che il centrodestra, escluso l’Udc di Fabio Broglia che all’enorme centro ha già aderito da un pezzo con tanti saluti all’opposizione, abbiano stampato centinaia di manifesti contro le tasse imposte dalla giunta di Claudio Burlando. Quei «Grazie Burlando. Più tasse per tutti» già sono stati affissi nei corridoi di via Fieschi e a breve tappezzeranno la Liguria tutta. Ebbene, in cima a quei manifesti compaiono tutti i simboli dell’opposizione in Regione. Forza Italia, An, Lega Nord. Più Abbundo. Non Gruppo Misto, no no. Abbundo, lui, nome azzurro su sfondo bianco. Il fatto è che su queste cose mica esiste un tavolo decisionale, uno di quegli organismi in cui ognuno fa la sua proposta e poi tutti insieme si valuta la soluzione. No, qui ognuno fa la sua proposta punto, e quella è.
E Abbundo è in buona compagnia quanto a immodestia. Sandro Biasotti infatti, sui manifesti come in Regione, ha deciso di valere doppio e infatti s’è sdoppiato: nella lista dei simboli, Forza Italia, An, Lega Nord e Abbundo, compare due volte, con «Per la Liguria di Sandro Biasotti» e «Per la Liguria». In fondo è così anche in via Fieschi, dove l’ex governatore non ha voluto rinunciare al doppio ufficio per il suo doppio gruppo. Qualcuno dei colleghi ieri ha malignato che in realtà i simboli di Biasotti son tre: «Dove la mettiamo An, che lo candiderà alle politiche?». Ma in generale la Casa delle Libertà l’ha presa con filosofia: «In Regione, tolto Broglia, l’opposizione conta solo 13 consiglieri. Stampando sei simboli la gente penserà che siamo molti di più, tanto meglio». O tanto peggio, chissà.