Sui medicinali scoppia la polemica dei prezzi

Ho notizia che il Senato ha approvato un decreto del ministro Storace, che commina penalità al farmacista che non notifichi al cliente l’esistenza sul mercato di specialità di un certo tipo a prezzo minore di altre. Osservo che il produttore, quando presenta al ministero una richiesta di autorizzazione per la immissione in commercio di un determinato preparato, deve indicare anche il prezzo di vendita, prezzo che, con la concessione dell’autorizzazione, viene automaticamente convalidato. A questo punto il ministro della Salute non può più intervenire a favore di uno o di un altro dei preparati da lui stesso autorizzati, pena inaccettabile mancanza di imparzialità, che la stessa Costituzione impone. Certamente esistono oggi preparati il cui prezzo è di molto superiore al previsto, ma la correzione non si ottiene né con uno sconto imposto alle farmacie né con una generalizzata diminuzione dei prezzi. A mio avviso, occorrerebbe invece rivedere i prezzi caso per caso, valendosi anche dei docenti universitari di farmaco-economia e proporre ai produttori interessati un nuovo prezzo equo per ogni singolo prodotto. La Costituzione, nell’interesse della salute pubblica, dà al ministro piena facoltà di intervento, allo stesso modo che per i medicinali preparati in farmacia ha il diritto, per legge, di pubblicare e far rispettare una Tariffa Nazionale. Questa, evitando sempre possibili abusi, garantisce al cittadino di pagare prezzi giusti, al tempo stesso uniformi sul territorio.