Sui monti e sulla neve Brescia due volte Leonessa

Rolly Marchi

Brescia non è città di montagna e nemmeno di un altopiano africano anche se un giorno fu chiamata Leonessa. È però sicuramente città fortemente legata allo sci e alle cime. I miei rapporti con essa sono fortissimi. Ho corso la prima vera gara di sci nel 1938, discesa dedicata a un eccellente scalatore e sciatore, Adriano Dal Lago, partenza sull'aguzza vetta del Palon, traguardo a Vanezze del Monte Bondone. Mi piazzai 18° e a vincerla fu un bresciano, Bruno Gallarotti, poi alpino di carriera fino a correre la Marcialonga con i gradi di generale di Corpo d'Armata. Allora erano noti anche i fratelli Contrini, che si esaltavano in una classica chiamata Guglielmo-Pontogna. Ma "l'uomo bianco" della mia vita è stato Giuliano Babini, bresciano doc, più volte littore, azzurro e fondatore dello Sci Accademico Italiano nel 1945. Grande idea.
Brescia è stata per me anche atletica: Gino Paterlini fu mio avversario sui 400 metri. Molto più bravo di me, meritò per alcuni anni la maglia azzurra. La città fu anche epicentro dell'ostacolismo per quell'allenatore di livello mondiale che fu Sandro Calvesi, al quale il mitico Gianni Brera dedicò più volte autentici epinici. Moglie di Sandro, ora vedova, è Gabre Gabric, bella dalmata, due volte olimpica e adesso gagliarda e riservata ottantasettenne.
Torniamo sulla neve perché forti meriti per lo sci bresciano ebbe un altro amico che è "uscito di pista" anzi tempo: Alberto Massari. Lo ricordo con quel maglione azzurro con una dilatata V bianca del suo sci club. Negli anni a venire, a Brescia, la montagna e lo sci hanno continuato a crescere. Nel 1986 Ivano Edalini si impose vincendo la Tre-3 di Coppa del Mondo davanti a niente po' po' di meno che Ingemar Stenmark. E come non ricordare un fuori classe del verticale come Silvio Mondinelli detto Gnaro, che l'anno scorso ha riportato il tricolore sul K2? Gli mancano solo tre 8.000 per il totale dei 14 dell'ambita corona. Ma a elettrizzare l'Italia bianca, e non soltanto, sono due sorelle (una terza sta arrivando): Elena e Nadia Fanchini di 20 e 21 anni. Hanno imparato a sciare a Monte Campione e lo scorso febbraio sono state 2^ e 4^ in velocità ai Campionati del mondo. Elena poi, lo scorso dicembre, ha vinto la prima discesa di Coppa del mondo! Ha entusiasmato, ovviamente per la vittoria, ma ha sbalordito per l'esecuzione perfetta di alcuni curvoni nel tratto nevralgico della velocissima pista. Per lei mi permetto di arricchire Brescia con l'onore di una seconda Leonessa.