Sui Nobel chiedo il vostro perdono

Caro Granzotto, non me ne voglia, non per fare il pierino, ma per amore di precisione. Il 24 giugno lei scrive: «... due Nobel, privilegio mai toccato a nessuno...».
Non è proprio così. Anche se raro, qualcuno li ha presi, a volte a distanza di molti anni, due Nobel. Ad esempio: Marie Curie (chimica e fisica), Linus Pauling (chimica e pace), John Bardeen (fisica), Sanger (due volte per la chimica). Questi, almeno, quelli che rammento, visto che sono nel mio campo di lavoro; non è escluso che ve ne siano altri. Mi sovviene anche il nome di tale Koopmans, un fisico teorico che ottenne importanti risultati nel campo della fisica molecolare teorica (esiste un teorema che porta il suo nome) e che conseguì il Nobel in...economia (occorrenza che non sono sicuro possa essere addotta a dimostrazione del fatto che una volta che si è diventati fisico si può diventare tutto), ma non mi pare glielo abbiano dato anche in fisica.
Una alluvione, caro Battaglia. Il primo a farsi vivo tirandomi le orecchie è stato Stefano Lorenzetto, che notoriamente ne sa una più del diavolo. Quindi, a seguire, decine di lettori chi sorpreso e chi stizzito perché avevo scritto che a nessuno venne mai assegnato un secondo Nobel. Sì, mi ricordavo (vagamente) di emeriti studiosi che (forse) ne avevano ottenuti un paio, ma, nel caso, per discipline diverse. E invece non solo lei caro Battaglia mi conferma che così fu, ma aggiunge che l’inglese Frederik Sanger se ne portò a casa due e tutti e due per la chimica (1958, sono andato a controllare e potevo farlo prima, accidenti, per i suoi studi sulla struttura delle proteine e 1980 in compagnia di Paul Berg e Walter Gilbert per la determinazione delle sequenze negli acidi nucleici. Càspita).
Sbagliai, dunque, e chiedo umilmente il vostro perdono, cari lettori. Sbagliai ma non in riferimento a Rita Levi Montalcini la quale si ebbe un Nobel e quello solo. Non raddoppiò, non fece il bis anche se, sapendola sempre immersa nei suoi studi, ha scienza quanto basta e tempo necessario per aspirare a farlo, il bis. Però vede, caro Battaglia, ove le cose andassero così, ove la signora Montalcini si guadagnasse un altro Nobel e anzi, altri tre, resterei dell’idea che allorché parla della materia di sua profondissima conoscenza, i fattori di crescita del sistema nervoso, tutti zitti. Se invece esprime il proprio parere, come fece, sulla procreazione assistita e relativo referendum, la sua opinione vale quanto quella della signora Sabrina Ferilli, che le fu sodale nella campagna referendaria per il "Sì". Opinioni opinabili, insomma, sempre fermo restando che come diceva quel gigione di Voltaire, pur non condividendole darei la vita (sempre esagerato, Voltaire) perché la signora Montalcini continui ad avere la libertà di sostenerle.
Paolo Granzotto