Sui phone center serviva una legge: la metà ha chiuso

(...)mentre in Lombardia il dato reale si avvicinava già alle 2.000 unità. Davanti a questa situazione non è stato previsto nulla di scandaloso: orari certi di apertura e di chiusura, requisiti igienico-sanitari per tutelare la salute di utenti e gestori, con i comuni chiamati ad autorizzare la presenza dei centri di telefonia sul territorio, in conformità con le singole esigenze urbanistiche. Questo per evitare che la presenza disordinata dei phone center potesse creare problemi di ordine pubblico, senza contare che molte indagini hanno appurato che in alcuni esercizi di questo tipo vengono svolte delle attività illecite. Per questo la nostra legge non è in alcun modo restrittiva o pone delle discriminazioni, perché essa è rivolta a tutti i gestori dei centri di telefonia e chi rispetta le regole non ha nulla da temere. Senza dubbio laddove lo Stato nazionale non in grado di emanare leggi che tutelino ogni singolo cittadino, spetta agli enti locali, per quanto loro concesso, cercare di amministrare al meglio il proprio territorio. E questa legge è finalizzata proprio a questo, perché solo chi conosce le problematiche che lo circondano, può cercare di intervenire prontamente per risolverle.
Assessore regionale Al Territorio e Urbanistica