«Sui temi della famiglia troppe pressioni Ue»

«In ambiti come quello del matrimonio, della famiglia e della vita non è opportuno che il Parlamento europeo si pronunci in continuazione». Lo ha detto ieri mattina il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, nell’omelia della messa celebrata a Montecassino per la festa di San Benedetto, alla presenza del presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Poettering.
Commentando la regola di Benedetto, il patriarca ha osservato che «anche la società civile necessita di questo continuo e reciproco coinvolgimento di tutti i cittadini tra di loro e con quanti sono scelti per l’esercizio del buon governo. Quella italiana - ha aggiunto - è una società civile plurale e vivace che, tendenzialmente, non confonde il progresso democratico con la riduzione dello Stato di diritto al riconoscimento di mere libertà individuali solipsisticamente concepite». Per Scola la democrazia italiana «è all’avanguardia in Occidente quanto a realizzazione di una democrazia sostanziale e non formale» e su queste premesse va ripensata «la laicità in Italia». Il cardinale ha invitato gli organismi dell’Ue «a rispettare il principio di sussidiarietà». «In ambiti come quello del matrimonio, della famiglia e della vita - ha detto - non è opportuno che l’attuale Parlamento europeo si pronunci in continuazione facendo di fatto pressioni condizionanti i singoli Paesi dell’Unione, così diversi quanto a sensibilità e cultura di popolo. Proprio su materie tanto delicate - ha concluso - il principio di sussidiarietà implica il rispetto per le tradizioni prevalenti di ogni popolo, evitando forzature a società civili tra loro assai diverse. E questo rispetto delle pluralità antropologiche e sociali rafforza l’unità europea».