Sui treni italiani il rincaro raddoppia: di nuovo più 10%

All’aumento dei biglietti di gennaio ne seguirà un altro in ottobre

da Milano

All’inizio dell’anno il prezzo dei biglietti ferroviari è scattato del 10% per i treni «a valore aggiunto», Eurostar, Eurocity, Intercity e ad Alta velocità. Ieri si è appreso che non è tutto: si è trattato solo di un primo ritocco, che sarà seguito in ottobre da un ulteriore aumento del 10%. Nel 2007, dunque, l’aumento complessivo sarà del 20%. Ma il piano industriale delle Ferrovie, che comprende l’arco temporale da qui al 2011, prevede altri aumenti, a partire dal 2009, del 5% all’anno. Complessivamente i passeggeri dovranno subire un aggravio di costi del 35% in cinque anni, rimanendo «graziati» solo nel 2008. La notizia risulta da un verbale approvato dal consiglio di amministrazione alla fine del 2006, alla vigilia del primo aumento. Incrementi di minor portata, invece, sono previsti per il trasporto regionale, per il quale gli aumenti saranno dell’ordine del 3,5% medio annuo, giustificati con l’esigenza di coprire l’inflazione e di sostenere gli investimenti per nuovo materiale rotabile. Le previsione del consiglio per il solo 2007 stimano in circa 130 milioni di euro i nuovi introiti da maggiori ricavi da traffico. Le Fs hanno chiuso il 2006 con perdite che sfiorano i due miliardi di euro (1.977) e puntano, per la fine 2007, a ridurre le perdite di due terzi. Sempre nel 2007, sono previsti 3.500 esuberi tra il personale, risultato di 4.500 uscite e di 1.000 nuove assunzioni.
Le Ferrovie ufficialmente non commentano. La manovra andrebbe comunque inquadrata nell’approssimarsi della liberalizzazione dei servizi ferroviari e nell’intenzione delle Fs di presentarsi in posizione competitiva all’appuntamento con i privati: si ricorderà che di recente la Ntv di Montezemolo e Della Valle ha annunciato interesse all’esercizio di alcune tratte di Alta velocità, mentre alcune società private sono già attive nel segmento merci e in quello passeggeri (un collegamento charter Civitavecchia-Roma al servizio delle navi da crociera). Il primo aggiustamento di gennaio delle tariffe è avvenuto dopo 5 anni di prezzi fermi, ma - si legge nel piano - tale aumento tuttavia riuscirà a coprire solo una parte degli oneri finanziari accumulati negli anni dall’azienda.
Al diffondersi della notizia dei nuovi aumenti sono insorte le associazioni dei consumatori, già provati dal continuo degrado del servizio. L’argomento più valido a sostegno delle Ferrovie, tuttavia, è il confronto con i prezzi di altri Paesi europei. Paragonando un Eurostar Milano-Roma con analoghi servizi di analogo chilometraggio in Germania, in Francia e in Spagna, l’Italia risulta la meno cara: 74 euro in prima classe (51 in seconda) contro i 159 (101) della Hannover-Monaco, i 115 (85) della Parigi-Valence, i 105 (70) della Madrid-Siviglia.