Sui treni non c’è posto. In Liguria una rivolta al giorno

Francesco Gambaro

Anno nuovo, vita vecchia. Chi sperava che il 2006 portasse in dote qualche buona novella agli utenti dei treni, forse rimarrà deluso. Sui binari della Liguria ormai si «viaggia» al ritmo di una disavventura al giorno (quando va bene).
L'ultima è toccata ieri mattina al treno eurocity «Riviera dei fiori» diretto a Milano con partenza da Nizza alle 10.05. Molti passeggeri, che aspettavano il convoglio a Diano Marina e Pietra Ligure, sono andati su tutte le furie dopo aver cercato - inutilmente - di salire sulle carrozze piene come un uovo. Per dire: non c'era posto neppure in piedi. Più di uno ha mugugnato: «Ma non possono aggiungere delle vetture?» Domande cadute nel vuoto. Non era andata meglio tre sere fa ai passeggeri del treno espresso 1791, proveniente da Torino e diretto a Palermo. Poco prima di cena un guasto all'impianto di riscaldamento ha innescato la clamorosa protesta di un centinaio di passeggeri, che alla stazione Principe sono scesi dal convoglio «perché in treno faceva troppo freddo». Meglio - si sono detti - la sala d'aspetto riscaldata. C'è voluta quasi un'ora di trattative tra passeggeri e capotreno per convincere i più riottosi (e infreddoliti) a risalire sulle carrozze, ovviamente quelle riscaldate. Altri sono stati dirottati dalle cuccette ai vagoni letto. La polizia ferroviaria ha messo a disposizione coperte e bevande calde. Per Trenitalia soltanto una carrozza dell'espresso aveva l'impianto di riscaldamento difettoso. E sarebbe proprio «l'incapacità del gruppo dirigente di Trenitalia, colpevole anche di aver fatto scelte sbagliate per la manutenzione dei treni e l'acquisto di nuovo materiale rotabile» la causa di tutti i problemi sui binari della Liguria (e non solo).
È quanto sostiene il deputato Ds Graziano Mazzarello che la settimana prossima effettuerà un blitz a sorpresa nelle stazioni genovesi per verificare disagi e disservizi. Per Mazzarello «la situazione disastrosa potrebbe peggiorare nei prossimi mesi a causa dei tagli in Finanziaria». Nessun cenno - ovviamente - alle spese (e agli sprechi) della giunta Burlando.