Suicida in carcere l’uomo che uccise l’ex fidanzata

È stato trovato impiccato alle sbarre della finestra dal compagno di cella

La serie dei misteriosi suicidi che da diverso tempo interessano le prigioni italiane si è arricchita di un nuovo caso. Si è infatti ucciso in carcere, impiccandosi alle sbarre di una finestra con dei lacci, Ugo Bertagni, di recente condannato per omicidio. Si tratta del commerciante genovese 40enne che massacrò nel suo negozio Paola Toma, amica di infanzia ed ex fidanzata, e ne abbandonò il corpo sull'autostrada Savona-Torino. L’uomo era stato fermato da una pattuglia della polizia stradale proprio mentre cercava di disfarsi del cadavere della donna.
Era stato condannato a 20 anni ed era in carcere da luglio 2004. Da quanto si è appreso, si è impiccato alla finestra del bagno mentre il suo compagno di cella era a letto.
Quando il compagno di cella si è accorto del suicidio ha dato l' allarme, ma ormai era troppo tardi. Immediatamente la direzione del carcere ha chiamato il 118. Bertagni respirava ancora quando sono giunti i soccorritori che hanno subito provato a rianimarlo. A nulla però sono serviti i tentativi di farlo riprendere. Bertagni è deceduto durante il trasporto in ambulanza.
L' omicidio risale al 14 luglio del 2004. Bertagni confessò il delitto raccontando di aver fatto scendere Paola Toma nello scantinato adibito a magazzino del suo negozio e di averla colpita alla testa con un ferro usato per bloccare la serranda.
Aggiunse però di non ricordare il movente dell' omicidio. E infatti fin dall’inizio ai giudici non fu facile capire quale fosse il motivo di quella strana aggressione. E soprattutto perché l’uomo si fosse accanito in quel modo sul cadavere.
A questo proposito le indagini portarono ad accertare che Bertagni usò anche un' accetta, forse per cercare di sezionare il corpo che poi invece legò in macchina e tentò di abbandonare sulla A6.
Maldestro anche il suo tentativo di far sparire il cadavere della donna. Infatti l'uomo fu notato con il suo ingombrante bagaglio da una pattuglia della polizia stradale proprio mentre stava cercando di sistemarlo lungo una canalina dove scorreva l’acqua piovana. E ovviamente fu subito arrestato.
Al momento non risulta che sia stata ancora aperta un’inchiesta giudiziaria sul suicidio. Il magistrato, infatti, attende di conoscere prima la relazione che gli verrà presentata dalla polizia pentintenziaria.