Suicida per la morte dei figli

(...) Lui doveva iniziare una nuova attività a breve. Tiziana arriva anche al Villaggio del Ragazzo di San Salvatore. «Ha fatto una sostituzione - ricorda Prete Rinaldo, responsabile del Centro - Seguiva un corso di formazione destinato a chi ha bisogno di ritrovare un lavoro, nel circuito Pari Opportunità. Conclusa la parte teorica doveva iniziare lo stage. Uno spiraglio di cambiamento e la voglia di ripartire. L'ho sentita ancora sabato. Era provata nel fisico e nell'anima, ma convinta di farcela, di seguire lo stage. Poi insisteva, quasi ossessiva, che fossi io a celebrare il funerale di Yuri. Adesso le bare sono due». L'amaro in bocca e quel nodo alla gola che non dà pace. Non sono riusciti a prenderla per i capelli, è scivolata via Tiziana, convinta di reggere. Prete Rinaldo raccoglie i pezzi di quella vita «senza famiglia e legami spezzati. Tiziana era reattiva, nonostante tutto. La morte di Samuele l'aveva distrutta, ma lei non aveva mollato. Si era ripresa. Aveva recuperato il rapporto con Yuri che era rimasto per un po' fuori casa, poi c'erano i nuovi legami con i compagni di corso». Forse anche quella Fede cui ti aggrappi perché non sai più dove sbattere la testa. Un nuovo inizio con tutti i limiti che Tiziana aveva bruciati addosso. Fino a giovedì, fino all'ultimo pugno nello stomaco. Lei che viene a sapere di Yuri durante il corso. Lei che è in stato di choc e grida «cosa vivo a fare adesso?». «Abbiamo fatto il possibile, ma lei era sola». Sola. Prete Rinaldo lo ripete insistente, «sola. La notte dell'incidente l'hanno trattenuta in psichiatria, poi se n'è tornata nella sua casa vuota». A morire.