Suicida a sedici anni per amore

da Napoli

Un tonfo sordo nel cuore della notte. Sulla scrivania, un telefonino: in un sms, inviato poco prima, la spiegazione di quel lancio nel vuoto, di quel gesto disperato. Cosi ha chiuso la sua giovane vita, Brigida, sedici anni, studentessa. Due notti fa, ha aperto le imposte del suo balcone e si è buttata giù. È morta sul colpo. È successo nella centralissima via Luca Giordano, la strada dello shopping del Vomero, quartiere collinare di Napoli.
«Te l’avevo detto che senza di te non posso vivere». Vado da mia nonna, che veramente mi ha voluto bene. Tu, invece, non hai capito niente di me».
Un giovane amore infranto, una fibra troppo sensibile e fragile per sopportare, quella che forse è stata la sua prima grande delusione d'amore. Tutto si è svolto in una quindicina di minuti al massimo. Poco prima dell’una di giovedì notte, la mamma di Brigida è entrata nella cameretta della figlia e le ha acceso il climatizzatore. «Fa caldo, cosi ti rinfreschi un po». È stata l'ultima volta che la donna l’ha vista viva. Nulla che facesse presagire a una decisione, tragica, già presa. Appena 10 minuti prima, infatti, Brigida, aveva premuto sul tasto «invia», mandando all'ex fidanzatino, il suo testamento. La studentessa ha atteso che la madre uscisse, ha aperto il balcone e ha dato addio alla sua vita, carica di belle speranze.
Pochi minuti, e in via Luca Giordano sono arrivate a sirene spiegate un’autoambulanza e le volanti del commissariato Vomero, con il vicequestore Michele Carlino. Sul marciapiede, il corpicino senza vita della ragazza. La madre ha sentito l'ululare delle sirene, fermarsi proprio sotto casa sua. Una tremendo presagio l’ha assalita. Ha chiamato la figlia senza ottenere risposta, è corsa allora nella sua camera e ha visto subito il letto vuoto. Le finestre del balcone erano aperte. Si è precipitata alla ringhiera e ha capito.