«Sul campo nomadi la decisione andava mediata»

La tendopoli sulla Pontina va «ridimensionata al più presto» per ridurne il numero dei nomadi che la abitano dagli attuali 800 a una cifra più gestibile, e il tutto in previsione di una «futura chiusura dello stesso insediamento, visto che la temporaneità del campo rom è stata più volte ribadita dal sindaco Veltroni». Il presidente del XII, Paolo Pollak, interviene sulle polemiche sorte dopo il trasferimento dei nomadi da vicolo Savini al territorio da lui amministrato. E ribadisce le perplessità su una scelta, quella del trasloco, che il Campidoglio ha fatto senza discuterne preventivamente con l’amministrazione del municipio. «In ogni caso - incalza Pollak - non voglio fare polemiche. Il consiglio municipale ieri (due sere fa, ndr) ha votato all’unanimità un ordine del giorno che affronta l’argomento. Rimando a quel documento che, tra l’altro, mi impegna a chiedere a Veltroni di trasferire altrove la tendopoli di Castel Romano».
Un atto votato anche dal centrosinistra del XII, che ha convenuto con la Cdl sui quattro punti stabiliti nell’odg. Che, oltre al trasloco del campo dal territorio del municipio, chiede tra l’altro di proseguire nello sgombero dell’insediamento abusivo di Tor Pagnotta e nella risistemazione dell’area attrezzata di Tor de’ Cenci, oltre a suggerire al Campidoglio di rivedere la politica per l’integrazione e la scolarizzazione dei rom, coinvolgendo proprio i municipi interessati. Lo scopo, ovviamente, è di migliorarne l’efficacia perché proprio Pollak ricorda come, per esempio all’interno del XII, «soltanto tre ragazzi rom su dieci frequentano la scuola, e peraltro con un tasso si assenze molto elevato». Sul punto torna anche la coordinatrice di Forza Italia nel Lazio, Beatrice Lorenzin, che chiede un consiglio comunale straordinario per affrontare la «questione nomadi» e indica nel «trasloco» da vicolo Savini a Castel Romano «la dimostrazione del fallimento della politica sociale e dei processi d’integrazione dei nomadi da parte delle giunte di sinistra che hanno governato Roma negli ultimi 15 anni».
«Raffaella Milano, assessore comunale alle Politiche sociali - spiega il presidente del consiglio municipale, Gianni Porfiri di An - ha confermato che il trasferimento è stato fatto in fretta e senza avvisare il XII municipio perché era un’emergenza sanitaria. Le polemiche su un presunto assenso da parte di Pollak quindi non hanno senso». Allarmato anche il capogruppo di Fi in XII, Pasquale Calzetta. «Questa decisione ci ha scavalcati, e allora vogliamo il campo fuori dal XII municipio per rifiutare il modus operandi del Campidoglio: tirare su le tende senza concertare la decisione per poi scomparire e lasciare a noi il problema. Anche le tensioni sociali tra nomadi e residenti sono dovute a una decisione che non è stata mediata con il territorio. Veltroni sa bene di aver violato la delibera comunale che stabilisce in 200 residenti il limite per insediamento: qui abbiamo 800 persone, peraltro in precarie condizioni di sicurezza. A queste condizioni, non ci faremo carico della tendopoli».