Sul caso Como il pm chiede le intercettazioni

Esistono intercettazioni tra Luciano Moggi e i dirigenti della Calcio Como in carica nel periodo antecedente il fallimento della società calcistica lariana? Se sì, si possono acquisire ed ascoltare? In sintesi questa la richiesta avanzata dal Procuratore Capo di Como, Alessandro Lodolini, alla Procura di Torino per capire se vi siano stati degli «intrallazzi» che possano aver contribuito al crack. In particolare la Procura lariana chiede se esistono, e di poterle acquisire, intercettazioni relative alla compravendita dei giocatori Pederzoli e Piccolo, vicenda che portò il sostituto Vittorio Nessi (ora a Torino) a mettere sotto indagine proprio Luciano Moggi. La sua posizione, però, fu archiviata. Luciano Moggi era stato indagato dopo le dichiarazioni rese nel luglio dello scorso a Nessi dall'ex Presidente del Como, Aleardo Dall'Oglio, a sua volta indagato: aveva raccontato che il suo predecessore, Enrico Preziosi, nell'estate del 2003 aveva firmato una scrittura privata con Moggi che prevedeva a fine stagione la cessione alla Juventus di due giocatori promettenti, Piccolo e Pederzoli, sulla base di 1,6 milioni di euro. Ma alla scadenza, disse Dall'Oglio, per quella cessione che avrebbe portato ossigeno vitale alle casse societarie agonizzanti, il Como incassò soltanto ventimila euro. Il resto, disse ancora Dall'Oglio, il Como non lo vide più, nemmeno in nero. Moggi, ascoltato una prima volta in Procura, era stato laconico: «Piccolo e Pederzoli? Se li ho pagati 10 mila euro l'uno vuol dire che valevano 10 mila euro l'uno. Avevo firmato una scrittura privata con Preziosi, è vero, ma non si parlò di prezzi. Solo alla scadenza fu fatta una valutazione dei giocatori». In seguito, Moggi era finito sul registro degli indagati per concorso nella bancarotta per distrazione. Risentito dal Pm il 30 settembre scorso, dopo l'arresto di Preziosi, il Dg della Juve avrebbe invece ricordato di avere pagato il pattuito per Piccolo e Pederzoli non al Como bensì a Preziosi, che riteneva agisse in nome e per conto del Como. In realtà, nel 2004 l'industriale dei giocattoli aveva già lasciato la società lariana per approdare al Genoa. La posizione di Moggi alla fine era stata archiviata.