Sul clima c'è una boccata d'aria fresca

In occasione dei dieci giorni Cop24 che cominceranno domani in Polonia, Clima, basta catastrofismi (21mo Secolo, pagg. 237, euro 25) è una boccata d'ossigeno nell'aria fortemente inquinata del coro di pecore che incessantemente belano contro le emissioni di anidride carbonica della nostra era industriale che, a loro dire, starebbero mutando il clima. Gli autori sono sei professori universitari, uno dei quali è il nostro affezionato collaboratore Franco Battaglia. Non è un climatologo, e il capitolo che firma s'intitola, appunto, «Riflessioni d'uno scienziato che non è climatologo». Battaglia ci insegna come chiunque possa dubitare del mantra che ci viene ripetuto da alcuni decenni. Non vi dico come fa, per non togliervi il piacere della straordinaria sorpresa. Vi anticipo solo che le tre affermazioni «l'aumento di CO2 in atmosfera ha raggiunto livelli preoccupanti, ha causato un preoccupante riscaldamento climatico, che a sua volta ha causato un aumento di uragani» è facilmente falsificata da un bambino che eserciti l'aritmetica appresa alle elementari, e che senza l'aritmetica si viene facilmente ingannati.

Mario Giaccio è professore d'economia, e analizza le conseguenze economiche delle misure di riduzione della CO2, e ci fa comprendere come mai Trump s'è defilato dagli accordi di Parigi e, di conseguenza, ha potuto azzerare la disoccupazione americana. Luigi Mariani ha diretto il servizio Meteorologico della Lombardia, Uberto Crescenti e Enrico Miccadei sono geologi di lungo corso. Infine, Nicola Scafetta è fisico normalista, dottorato in America e ora professore a Napoli di Fisica dell'atmosfera e climatologia.

Hanno tutti molti detrattori, che sostengono che il consenso scientifico sarebbe differente da ciò che gli autori scrivono. Ma loro respingono al mittente le accuse. Quello del consenso scientifico è un ossimoro: l'acqua è H2O non perché lo dicono tutti gli scienziati, ma perché lo dicono i fatti. E i fatti sono tutti concordi con acqua = H2O, né c'è alcun fatto che mette in dubbio acqua = H2O. Invece, i fatti sono che le previsioni del cosiddetto consenso scientifico in ordine alla evoluzione delle temperature del pianeta sono state errate: il grafico delle previsioni e dei fatti è riportato sulla prima pagina di copertina del libro.

Al contrario, Scafetta ci ha azzeccato. Nicola Scafetta era stato «scoperto» da Stefano Lorenzetto che lo mise nel 2009 fra i suoi 770 Tipi Italiani, immaginandolo possibile futuro premio Nobel per la fisica. Scafetta aveva a quel tempo pubblicato una curva di previsione delle temperature medie globali, fondandosi sui moti periodici dei pianeti attorno al sole. Con spirito paziente e certosino ogni mese aggiunge un punto sperimentale nel suo grafico, e i dati sperimentali dal 2009 fino all'ottobre scorso stanno sulla curva di Scafetta del 2009. Non aggiungo altro, sennò vi tolgo il bello: leggete il libretto.