«Ma sul Colle conta solo Veltroni»

Il vicepresidente del consiglio uscente (che si ricandida): «An ha retto, ma deve ritrovare il radicamento nel territorio»

Emanuela Ronzitti

A dieci giorni dal voto amministrativo vincitori e vinti tirano le somme e si preparano ai cinque anni di Veltroni-bis. E mentre il sindaco lavora alla squadra di governo, i rappresentanti dell’opposizione definiscono i ruoli interni alla coalizione e si preparano alle barricate contro lo strapotere veltroniano. In prima fila, c’è da giurarci, ci sarà il vicepresidente uscente del consiglio comunale di Roma Fabio Sabbatani Schiuma rieletto per la terza volta nelle file di An con oltre 5mila preferenze.
Schiuma, come interpreta il ritardo da parte del sindaco nella formazione di una giunta che sulla carta doveva essere una formalità?
«Fu proprio lui a dire che una squadra che vince non si cambia, e probabilmente non cambierà: la sua squadra non sarà altro che una nuova pantomima. Le richieste dei partiti della maggioranza sono sempre state accolte solo se alla fine c’era il placet del loro sindaco, colui che gestisce tutto e tutti. Parliamoci chiaro: gli assessori non hanno mai avuto il potere di fare scelte autonome da Veltroni. Quindi verranno confermati solo coloro che non offuscheranno troppo la sua immagine».
E la querelle sul vicesindaco?
«La partita più importante si sta giocando proprio con questa nomina, la riconferma di Maria Pia Garavaglia è l’ago della bilancia e denota una spaccatura nella colazione, da una parte c’è la Margherita che parrebbe appoggiarla e dall’altra i Dl che premono per una figura più rappresentativa in termini politici come quella di Silvia Costa».
Tra le due chi sceglierebbe?
«Per Maria Pia Garavaglia chiederei prima consiglio ai dipendenti della Croce Rossa di cui lei si è occupata per anni e che di lei non hanno certo un bel ricordo. Mentre stimo molto la Costa».
E cosa ne pensa, invece, della superdelega alla sosta che con tutta probabilità spetterà all’ex verde Fabrizio Panecaldo?
«Prima si chiamava delega al piano urbano parcheggi, questo vuol dire che il vecchio piano è fallito se ora lo si sminuisce parlando semplicemente di sosta. Basta vedere quanto spazio in più è stato dato alla sosta privata rispetto ai parcheggi di scambio. Cambia la copertina del libro, ma il contenuto è lo stesso».
An con tredici consiglieri può essere soddisfatta...
«Sì, ma sono lontani i tempi di quel 31 per cento di preferenze raccolte da Francesco Storace quando era alla guida della federazione romana di An. Allora eravamo più radicati sul territorio, ed è per questo che la mia campagna elettorale ha puntato al contatto con la gente, al porta a porta, dalle case private ai mercati, senza manifesti né cene sfarzose. Ho dialogato con tutti per capire i problemi reali, dai panificatori ai tassisti».
In questi giorni anche in An si stanno decidendo i ruoli da assegnare, dal capogruppo, alla federazione romana...
«Io non prendo parte a queste discussioni sui giornali, ci sono sedi più opportune, quelle di partito, bisogna pensare a fare politica sul territorio piuttosto alle poltrone. An deve avere un nuovo progetto per migliorare la città e maggiori rapporti con le categorie produttive».
E invece a chi spetterà il ruolo di vicepresidente del consiglio comunale?
«Credo che il mio partito come primo della coalizione di centrodestra debba rivendicarla. Io chiederò la conferma perché credo di aver lavorato bene e correttamente, e i risultati si vedono».