Sul corpo straziato di Federica i segni di una morte violenta

È stata uccisa la sera in cui è sparita. Ora si ricerca un’auto ripresa dalle telecamere la notte del delitto

Lloret de Mar - Federica è morta, di morte violenta, quella stessa notte. La notte in cui è svanita nel nulla, tra il 30 giugno e il 1° luglio. È la prima certezza che esce dall'obitorio di Girona e che accompagna, con un nome e un cognome, nell'ufficialità dell'esame autoptico, quel cadavere ritrovato tra le sterpaglie, a ridosso di un parcheggio pubblico qui, a Lloret de Mar. Un cadavere in «muy malo estado» commenta con tristezza il professor Bardalet, vicedirettore dell'istituto medico legale, prima di passare gli atti al magistrato Maria Teresa Ferrer della Procura di Blanes, che si sta occupando dell'inchiesta sulla grama fine della giovane padovana. E se i risultati dell'autopsia sono stati secretati, i particolari emergono: un corpo putrefatto, attaccato dai vermi, fissano la morte ad almeno sei giorni addietro. L'ultimo giorno, o meglio l'ultima notte, in cui Federica è stata vista. Incalzati dal pressing dei giornalisti italiani, i Mossos d'Esquadra, gli uomini della polizia catalana, non fanno altro che ripetere che «al momento non c'e nessun arresto», ma l'impressione è che, nella loro sobrietà di parole, stiano cercando disperatamente di accelerare, dopo che nel pomeriggio si sono lasciati sfuggire sotto il naso il maggior sospettato, il trentenne uruguaiano Victor, che è stato, fin dall'inizio di questo giallo, in cima alle loro attenzioni.

Federica Squarise aveva conosciuto Victor al bar Beach & Friends e con Victor è stata vista accompagnarsi nelle ore successive. E proprio a lui, detto El gordo, cioè, in catalano, il ciccione, potrebbe condurre qualche traccia lasciata sulla maglietta di Federica trovata sull'arenile di Lloret. A Victor gli inquirenti avevano prelevato, prima ancora che il corpo della ragazza venisse ritrovata, un campione di Dna. Ma l'uomo, nonostante «l'attenzione» degli inquirenti, è riuscito a far perdere le proprie tracce proprio in queste ore. Da qui la necessità di correre ai ripari urgentemente se è vero come è vero che, nella cintura viaria che cinge la località balneare e le sue spiagge, la polizia ha da ieri disposto, in sequenza, alcuni posti di blocco. Il particolare curioso è che viene fermato e ispezionato solo un particolare tipo di auto. La realtà è questa. Il resto, tutto il resto, invece è la leggenda e la fantasia della grande giostra di Lloret, sulla quale sale e parla chi capita. E chi capita fa circolare la voce di un presunto «violador» (violentatore) di fanciulle indifese e inermi, meglio se turiste e spaesate, che sarebbe già stato condannato in passato per violenza sessuale.

I fratelli di Federica Squarise, Roberta e Mattia, che hanno scelto di alloggiare, in questi giorni nello stesso albergo, il Flamingo dove soggiornava Federica, vorrebbero tornare dalla Spagna con la salma della sorella, ma tutto dipenderà dai tempi del nulla osta che dovrà essere rilasciato dalle autorità iberiche. Nel frattempo il legale della famiglia, Aldo Pardo, ha raggiunto in tarda serata, in auto, Barcellona . «È inammissibile - ha dichiarato - la scarsa disponibilità delle autorità spagnole e l'eccessiva riservatezza sui risultati delle indagini».