Sul «Corriere della sera» il primo confronto tra Profumo e Geronzi

L’ad di Unicredit vorrebbe uscire dal Patto nel 2008, il presidente replica: «E perché mai?». E rilancia l’ipotesi di una Fondazione

da Milano

Se si vuole andare a cercare già da subito uno spunto di confronto tra Cesare Geronzi e Alessandro Profumo, freschi artefici dell’incorporazione di Capitalia in Unicredit, lo si può trovare dalle parti di via Solferino, sede del Corriere della Sera. Come noto, il nuovo Unicredit sarà socio nel Patto di sindacato di Rcs (che detiene il 63% del capitale) con il 2%, la quota che apparteneva a Capitalia.
Sul tema, l’amministratore delegato Profumo è stato abbastanza chiaro. Ieri, in un’intervista al Corriere stesso, che gli chiedeva conto della sua convinzione che le banche non debbano occuparsi di editoria, Profumo ha detto: «Mi trovo una partecipazione in Rcs governata da un Patto che ha determinate scadenze (va disdettato il 15 settembre dell’anno prossimo, ndr). Fatemi arrivare a quella data e poi vedrete se sono in contraddizione o no». Una frase che sembra suggerire il prossimo disimpegno. Che farebbe seguito, coerentemente, alle dimissioni date da Profumo tre anni fa dal cda di Rcs Quotidiani.
Diversa, se non opposta, sembra invece la posizione di Geronzi, che quella quota ha fortemente voluto rilevare due estati fa, al momento dell’uscita di Cesare Romiti, anche per bilanciare la presenza nello stesso patto del banchiere rivale di Banca Intesa, Giovanni Bazoli. A domanda diretta, fatta a Geronzi ieri mattina al termine della presentazione del nuovo Unicredit agli analisti - se fosse orientato a cedere la quota alla scadenza del patto stesso - il presidente di Capitalia ha risposto: «Ma chi lo dice? Non mi pare che ci siano problemi su Rcs. In un patto al 63%, il 2% che cosa è? Zero». Come si è visto, a dirlo era lo stesso Profumo.
Ma per ora la questione finisce qui. Prima del settembre 2008 saranno molte le occasioni per misurare la temperatura della relazione tra i due soggetti, così diversi e così apparentemente affiatati, sul gruppo editoriale presieduto da Piergaetano Marchetti. A cominciare da quello che succederà in Mediobanca, dove Profumo resterà grande azionista, e Geronzi è candidato alla presidenza del consiglio di sorveglianza.
Intanto è lo stesso Geronzi che rilancia la proposta, già cara allo stesso Marchetti, della creazione di una Fondazione nella quale far confluire tutte le quote che attualmente fanno capo al patto di sindacato di Rcs. «Sarei felicissimo se tutto si trasformasse in una Fondazione e tutti gli azionisti di Rcs apportassero le loro azioni alla Fondazione». La proposta risponde alla logica della creazione di un «filtro» tra le ingombranti presenze dei soci del patto, e la guida di un gruppo editoriale, attraverso la nascita di una struttura istituzionale e neutrale.