Sul "dialogo" il Pd parla già a due voci

Opposizione in ordine sparso. Veltroni: "Il governo inverta la rotta o il clima non potrà che mutare". Ma Letta frena: "Cerchiamo l'intesa"

Nel giorno degli strepiti e degli ultimatum sembra esserci rimasto solo lui, Enrico Letta, ministro ombra del Welfare nel governo ombra voluto da Veltroni, a battersi per tenere aperto il dialogo con Berlusconi. «Sui grandi temi istituzionali trovo che sia giusto avvicinare le nostre posizioni e cercare un’intesa. Su gli altri problemi che il Paese si trova ad affrontare si valuterà di giorno in giorno».

Letta ha appena finito di ascoltare e annotare, nell’auditorium del Consiglio Regionale della Lombardia, gli umori, le disillusioni, ma anche le proposte della «sua» base. La base che gli ha dato 17 parlamentari e l’ha supportato alle primarie. E prima di correre a Brescia per un nuovo appuntamento serale, lascia cadere qualche considerazione sul taccuino dei cronisti: «Dobbiamo crescere e maturare, altrimenti il Pd rischia di essere soltanto la quarta reincarnazione del Pci della storia». E ancora: «Bisogna prepararci non ad una corsa ma una maratona, perché con il governo Berlusconi, è inutile che immaginiamo cose imperscrutabili, dovremo fare i conti sicuramente per tutti e cinque gli anni della legislatura». E se Letta, uomo della discontinuità, non vuole sentir parlare di falchi e colombe all’interno del suo partito, ma solo di diversi modi di atteggiarsi verso il governo, è altrettanto vero che i toni usati ieri da Veltroni, ben poco si conciliano con la sua serenità di approccio.

Il segretario del Pd ha infatti lanciato un ultimatum al governo fissando una sorta di dead line: «Entro questa settimana deve esserci una svolta nell’atteggiamento altrimenti venerdì, all’Assemblea costituente, tireremo le fila e il clima di dialogo non potrà che cambiare inevitabilmente». Secondo Veltroni «in questi giorni si decide il futuro della legislatura perché, da quando il governo si è costituito, ha collezionato una sequenza ripetuta di incidenti assolutamente inaccettabili e non giustificabili» E al governo suggerisce di non cullarsi sugli allori: «La cosa peggiore per chi vince le elezioni è pensare di avere in mano il Paese, perché le lune di miele in politica si interrompono bruscamente. E se la maggioranza e il governo continueranno con questo atteggiamento arrogante e di divaricazione, probabilmente i tempi saranno più brevi di un’intera legislatura».

Parole dure subito raccolte e rilanciate con zelo da Rosy Bindi secondo cui il Pd «deve prendere atto che c’è un abisso culturale con il Pdl, rispetto al quale non possiamo non mostrare la nostra alternatività». «Veltroni ha ragione quando dice che il dialogo tra opposizione e maggioranza è a rischio. Anzi io credo che ormai abbiamo superato la zona di rischio».