Sul filo del lusso il talento è da premio

L'azienda italiana Lineapiù ha ottenuto a Parigi il riconoscimento Talents du luxe et de la Création

Lucia SerlengaLa responsabilità è il prezzo della grandezza diceva Winston Churchill. Per Alessandro Bastagli la responsabilità è la potente molla che lo ha spinto a salvare un'azienda e a riportarla nell'alveo della sua meritata fama. Missione riuscita al punto che il primo febbraio a Parigi l'imprenditore ha conquistato il prestigioso award «Talents du Luxe et de la Création» dedicato ai protagonisti dei mestieri del lusso rappresentati in ben quindici categorie. A Bastagli è stato assegnato il premio nella categoria «Talent du Management» per le sue spiccate capacità imprenditoriali. «Mi ha emozionato il premio che i francesi hanno riconosciuto a un'azienda italiana ma ancor di più esporre a duecento persone di alto profilo qual è stato il percorso per rilanciare lo splendore di Lineapiù» racconta il presidente e amministratore delegato di Lineapiù Italia che è anche presidente e amministratore delegato di AModa, presidente di Finalba e amministratore delegato di Dimensione Danza. Alessandro Bastagli spiega qui da dove si riparte quando in ballo ci sono posti di lavoro, clienti e prestigio. Cosa ha raccontato al summit di Parigi?«Per più di un'ora ho parlato del mio ingresso nel mondo dei filati, un settore dell'industria che non conoscevo. Per portare la mia esperienza nell'azienda fondata da Giuliano Coppini nel 1975 ho dovuto capire come si costruisce un filo da offrire alle più prestigiose case di moda al mondo. E in questo senso sono stati formidabili tutti i miei collaboratori».Le priorità per riprendersi il successo?«Una forte connotazione sul mercato. Una grande creatività. La credibilità finanziaria. Il semaforo verde l'abbiamo avuto nei primi giorni di luglio 2010. Fondamentale la lungimiranza del commissario straordinario Giovanni Grassini che ha applicato la legge Prodi senza perdere mai di vista l'urgenza di salvare un'eccellenza italiana. E soprattutto sono stati i clienti a credere tantissimo in un'azienda che non aveva mai perso prestigio e know-how».Qual è stato il credo?«Fare squadra e far sentire tutti partecipi di questa straordinaria avventura. Abbiamo salvato tanti posti di lavoro. E dopo il primo anno tutto ha ripreso alla velocità di sempre grazie anche al fatto che Lineapiù lavora con le maison più celebrate, da Armani a Chanel, da Hermès a Valentino, da Dior a AlaÏa, da Vuitton a Max Mara, solo per citarne alcune».Il bilancio dei primi cinque anni?«Solo due numeri: siamo passati da 26 milioni di fatturato a 44. Non è poco». La cura ha funzionato«Ho fatto il direttore d'orchestra di 150 persone. Ma tutti erano già ottimi orchestrali. Il mio orgoglio è non aver pensato al puro e mero lato economico, aver sentito la responsabilità più che l'opportunità».Qual è la mission di Lineapiù oggi?«Ricerca e innovazione per continuare a mantenere il ruolo di attore che fa tendenza nel settore dei filati per maglieria. Poi, offrire al cliente un servizio completo che va oltre la qualità intrinseca del filato e quindi consulenza tecnica e stilistica di prim'ordine». Lineapiù ha rivoluzionato la maglieria«Le si deve l'introduzione del primo filato 100% viscosa nell'87. Poi l'invenzione del filo Relax con il carbonio contro l'inquinamento elettromagnetico nel '90 e, nel 2000, il filo d'aria, vuoto all'interno, leggero e vaporoso, che protegge dagli sbalzi termici. Oggi, dopo due anni di sperimentazione, abbiamo presentato il primo filo in 3D».Una vera sfida tecnologica«I clienti ci chiedono sempre di osare. Insieme con il maglificio Miles con cui Lineapiù lavora da oltre quarant'anni, abbiamo sperimentato la possibilità di offrire alla moda il filo tridimensionale ottenuto con la stampante 3D. E poi ottenere anche capi unici realizzati con la tecnica del body scanner. Insomma il futuro nella maglieria è già nel presente».