«Sul fisco la battaglia è appena cominciata»

Dopo le ipotesi di boicottare i giochi di Stato e di uno sciopero del fumo Bossi rilancia la rivolta anti tasse. E attacca il governo sull’immigrazione

da Roma

Dopo aver ricordato a tutti che quello in programma domenica a Monza non è il Gran Premio d’Italia, bensì della «Padania», il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, stimolato sul tema dell’immigrazione, laconicamente ha risposto «era meglio la legge che avevo fatto io». In visita al motorhome della Williams su invito personale del patron della scuderia Frank, tra una prova libera e l’altra, la guida del Carroccio chiarisce, se mai ce ne fosse bisogno, il pensiero sul pacchetto sicurezza preannunciato dal ministro dell’Interno Giuliano Amato. Un pacchetto che giudica, come molti nella Cdl (e qualcuno anche nella maggioranza), scarsamente efficace, specie nelle misure che dovrebbero contrastare in maniera stringente il fiume in piena degli ingressi illegali nel nostro Paese.
Una situazione assolutamente fuori controllo, secondo Bossi, per cui dietro l’angolo ci sarebbe una vera e propria deriva sul fronte degli immigrati. Anche perché, spiega, «la gente non ne può più» e per questo difende la «bontà» della Bossi-Fini, maggiormente capace di rispondere alle esigenze di sicurezza del Paese: «Avevamo fatto una legge più equilibrata - ricorda - entrava in Italia chi aveva un lavoro. Ora gli immigrati vengono qui senza un lavoro». Con la conseguenza, inevitabile, di andare a ingrossare le file dei criminali.
Così, incassato il «caloroso» saluto di una ex concorrente di Miss Padania in maglia rossa (siamo sicuri che per questo l’avrà perdonata) e amica di suo figlio Renzo, Bossi torna anche sulla protesta fiscale che la Lega ha appena messo in campo. Dopo l’ipotesi di boicottare i «giochi di Stato» come lotto, lotterie e scommesse, e poi di un eventuale «sciopero del fumo», il Senatùr, a chi gli chiedeva lumi sulle prossime mosse, ha ricordato che la battaglia «è appena cominciata». Pochi passi fatti cui ne seguiranno altri visto che «ci sono ancora tante cose da fare», coronati da un successo annunciato. Per il semplice fatto, conclude, che «la gente ne ha le scatole piene».