Sul giallo di Perugia l’ombra del quarto uomo

Un biondino, sporco di sangue, è stato visto nella zona del delitto

Il teorema rischia di frantumarsi. Il postulato, potrebbe non essere così esatto. Sembra un mosaico non ancora completo quello dell’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese sgozzata in casa a Perugia lo scorso novembre. A un mese dall’annunciata chiusura delle indagini ecco aprirsi una nuova ombra. Una pista forse non tenuta abbastanza in considerazione. A indicarla due giornalisti che sul «Giornale dell’Umbria» parlano di «quarto uomo». La mattina in cui Meredith venne trovata morta un «biondino» sarebbe stato notato in zona mentre urlava «l’ho ammazzata, l’ho ammazzata». Si tratterebbe di un trentenne con gli occhi azzurri. Una persona di cui i cronisti dicono di conoscere l’identità.
«Il biondino è stato visto da una mezza dozzina di persone e dai paramedici di un’ambulanza di passaggio in Piazza Grimana molte ore prima del ritrovamento ufficiale del cadavere della studentessa. Questi ultimi - scrive il quotidiano - lo hanno segnalato alle forze dell’ ordine, ma pare che l’uomo non sia mai stato sentito dagli inquirenti e che nessuno gli abbia preso le impronte. Lo stesso uomo dopo il delitto sarebbe stato ricoverato per circa un mese e mezzo all’ospedale perugino di Santa Maria della Misericordia e successivamente in una comunità di recupero».
I due giornalisti sono andati in Piazza Grimana e hanno raccolto testimonianze di persone che conoscevano il misterioso personaggio proprio perché spacciava droga in quella piazza. «La mattina del 2 novembre, verso le sette, con gli abiti sporchi di sangue piangeva ed urlava. Aveva anche una ferita alla mano destra e si era lavato ad una fontanella».
Gli investigatori (che per l’omicidio hanno arrestato Raffaele Sollecito, la fidanzata Amanda Knox e l’ivoriano Rudy Guede) sembrano però tranquilli: «Si tratta di una ricostruzione priva di riscontri - dicono -. Alcuni di questi elementi emersi nelle prime fasi dell’indagine sono stati valutati ma non risultavano attinenti all’omicidio».