Sul governo arriva il siluro di Epifani

Il segretario della Cgil mette il dito nella piaga del governo: "Lavora giorno per giorno, senza programmare, privo di un orizzonte temporale, vivendo in uno stato permanente di necessità". Preannunciata una linea dura sul fisco: "Stiamo attenti e alziamo la voce"

Roma - "Il governo non sa quanto durerà e questa fragilità lo costringe a lavorare giorno per giorno senza programmare, privo di un orizzonte temporale e senza un principio di selezione delle priorità, vivendo così in uno stato permanente di necessità". Non sono le parole di un esponente dell'opposizione ma quelle di un un uomo che non ha mai nascosto le proprie simpatie per la sinistra. La pesante stoccata contro l'esecutivo arriva dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, intervenuto al convegno sul ruolo dell'università organizzato dalla Flc-Cgil.

Sul fisco stiamo attenti e alziamo la voce Il segretario generale della Cgil dice la sua sugli interventi fiscali proposti dal governo: "Se metto assieme l'intervento sull'Ici e il mancato intervento sulle rendite finanziarie, vedo che il tesoretto è praticamente già finito, consumato, in qualche modo tolto di mezzo". Epifani, al contrario, invita a "non pregiudicare il tesoretto perché non vorrei arrivare a giugno e vedere che il tesorettò è già stato suddiviso senza che ce ne accorgessimo, rimanendo così senza risposte sui problemi che invece intendiamo porre ai tavoli". A tal proposito il segretario della Cgil propone di valutare l'effettiva entità del "tesoretto" indicando poi le priorità su cui intervenire. "E ciò che non è coperto dal tesoretto, si dovrà coprire con la legge finanziaria".

Riformare l'università, ma far "Senza riconoscere la centralità all'università, alla ricerca, alla scuola, i problemi di crescita del Paese diventeranno più complessi e l'Italia farà più fatica a uscire dalle difficoltà". Un discorso che, secondo il leader Cgil, vale sia per il mondo delle imprese che per il settore dei servizi. L'Università, infatti, "oltre a essere volano di crescita è essa stessa fattore di sviluppo". E allora "occorre avviare un processo di riforma che ci consenta di rimettere sui giusti binari la grande macchina universitaria italiana". Anche dicendo "no alla proliferazione di sedi e di corsi universitari, che abbassano il livello formativo e vanno contro il buon senso". Ma per decidere gli investimenti, ricorda Epifani, "il tempo utile va da adesso fino a giugno o al massimo fino a settembre. Altrimenti, con la Finanziaria passerà un altro anno e non avremo alcun risultato utile per le priorità individuate". 

Nei giorni scorsi Epifani aveva lanciato un altro siluro contro il governo, accusato di aver ricevuto "mutuo soccorso" da parte dell'Unione europea in tema di riforma delle pensioni, scalone e coefficienti. La polemica era nata dall'invito, rivolto a Padoa-Schioppa dal commissario Ue Joaquin Almunia, di applicare in pieno la riforma previdenziale.