Sul Lambro 2600 guardie ecologiche per fermare l’onda nera

L’onda nera del Lambro sembra inarrestabile. Lungo gli argini si lavora 24 ore su 24 per salvare il fiume dopo lo sversamento di 600mila litri di gasolio dai serbatoi dell’ex raffineria di Villasanta. A breve entreranno in azione anche le 2.650 guardie ecologiche volontarie della Regione: domenica cominceranno a lavorare i primi 150 uomini, avranno il compito di ripulire le sponde dai rifiuti e rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono l’intervento dei mezzi di bonifica. Il governatore Formigoni torna a chiedere lo stato di emergenza.
Scongiurato il rischio di bloccare il depuratore di Monza, funzionerà a regime ridotto evitando di scaricare direttamente nel fiume le fognature di 800mila cittadini. Oggi Arpa Lombardia e la Province di Milano e Monza realizzeranno un intervento sperimentale: aggrediranno con enzimi gli idrocarburi sversati nel Lambro per ridurli a materiale biodegradabile. «L’unica grande assente - accusa l’assessore lombardo Boni - è stata la Protezione civile nazionale che in un primo momento ha ignorato quanto stava avvenendo ed è intervenuta tardi». La Procura di Monza ha iniziato le indagini per scovare gli ecoterroristi e sembra che dietro al sabotaggio si nasconda una brutta storia di interessi economici e speculativi.