Sul lavoro nessun accordo, dilaga la violenza

I teppisti delle banlieue assaltano negozi, polizia e dimostranti

Alberto Toscano

da Parigi

La rivolta francese si è sdoppiata. C'è quella degli studenti, che si battono insieme ai sindacati contro il Cpe, ossia contro il «Contrat première embauche» (Contratto di prima assunzione) destinato a liberalizzare le possibilità di licenziamento dei giovani di età inferiore ai 26 anni. E c'è la rivolta dei «casseurs», i giovani teppisti che prendono a pretesto le manifestazioni studentesche per sfasciare tutto (da cui il nome «casseurs», spaccatutto) e per rubare soldi e generi di consumo.
Questa seconda rivolta si sta ormai imponendo pericolosamente all'attenzione dei francesi e costituisce un problema sempre più serio. Si tratta in realtà del prolungamento dei gravi incidenti che hanno sconvolto lo scorso autunno le «banlieue», ossia le periferie delle principali città francesi. Un movimento di violenza pura. Teppismo senza alcuna copertura politica, sociale o d'altra natura. Nihilismo di borgata, frutto delle disillusioni di giovani francesi appartenenti a famiglie di immigrati. I «casseurs» arrivano dalle periferie al centro cittadino e restano ai margini delle manifestazioni studentesche. Alcuni sfilano nel corte, altri girano nel quartiere a piccoli gruppi. Dopo la manifestazione si mascherano il volto, attaccano le forze dell'ordine e sfasciano le vetrine.
Giovedì sera al centro di Parigi - al termine di un corteo di trentamila studenti - è accaduto anche di peggio. I teppisti se la sono presa - oltre che con la polizia e con le vetrine dei negozi - con gli stessi giovani che avevano partecipato alla dimostrazione. Uno di essi è stato ferito in modo gravissimo e sembra che i responsabili siano proprio i «casseurs». È stato operato ieri mattina alla testa. La prognosi è ancora riservata. Una ragazza ha rischiato d'essere violentata da un gruppo di teppisti. Molti giovani sono stati derubati del telefonino, del portafogli e persino delle scarpe. La «rivolta delle banlieue» è insomma riesplosa ed è sbarcata al centro di Parigi, dove sono ormai numerose le auto incendiate in occasione degli incidenti che esplodono alla fine dei cortei studenteschi. Ieri pomeriggio ci sono stati altri scontri a Parigi, ma per fortuna meno violenti di quelli di giovedì. La polizia ha annunciato che finora il numero complessivo dei fermati nell'insieme della Francia è impressionante: 1.420 persone, di cui 630 nella sola giornata di giovedì. La magistratura ha cominciato i processi per direttissima. A Orléans un giovane teppista che aveva aggredito un poliziotto lanciandogli in faccia una lattina di birra, è stato condannato a due settimane senza i benefici della condizionale.
Sull'altro fronte, quello della protesta di studenti e sindacati, la giornata di ieri era attesissima a causa dell'incontro tra il primo ministro Dominique de Villepin, principale artefice del Cpe, e le cinque principali organizzazioni sindacali nazionali. Il colloquio si è svolto nel pomeriggio e non ha dato alcun risultato. Il capo del governo ha detto che si tratta di «un primo passo» nel senso del dialogo. È curioso che proprio lui abbia evitato il dialogo prima dell'approvazione della legge sul nuovo tipo di contratti di lavoro, concepita in modo da discriminare i giovani di meno di 26 anni. Dominique de Villepin scopre l'idea del dialogo adesso che la legge è stata approvata dal Parlamento e soprattutto adesso che non riesce a farla applicare a causa del fatto che la grande maggioranza dei francesi non la condivide. Gli stessi imprenditori sono estremamente perplessi a questo riguardo: il presidente della Sncf - le ferrovie francesi - Louis Gallois ha detto che non intende in ogni caso assumere nessuno in base al Cpe.
Dopo il fallimentare incontro con i sindacati, il primo ministro ha invitato le organizzazioni studentesche. Ma una parte di queste ultime ha risposto che il colloquio potrà svolgersi solo dopo il ritiro della legge sul Cpe.
Le tre principali confederazioni sindacali francesi - Force ouvrière, la «Cisl francese» Cfdt e la filocomunista Cgt - stanno ormai preparando insieme alle organizzazioni studentesche la giornata di protesta in calendario per martedì 28 febbraio. Il rifiuto di ritirare la legge sul Cpe da parte di Villepin ha inasprito la protesta. La Francia rischia di bloccarsi perché sciopereranno vari settori del pubblico impiego, a cominciare dai trasporti e dalla scuola. Il ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy promette la massima vigilanza da parte della polizia.