Sul nucleare iraniano scontro Washington-Mosca

da New York

L’Iran è diventato il terreno di battaglia nella nuova Guerra Fredda tra Washington e Mosca. Dopo il duro discorso pochi giorni fa del segretario di stato americano Condoleezza Rice (che aveva accusato il Cremlino di «teppismo») e le accuse del presidente George W. Bush, l’altro ieri dal podio della Assemblea Generale, di avere violato la Carta dell’Onu con la invasione della Georgia, la Russia ha risposto ritirando la sua partecipazione dalla riunione in programma oggi del «sestetto» per discutere una quarta serie di sanzioni nei confronti di Teheran per la questione del programma nucleare. Il messaggio di Mosca è stato chiaro: gli Usa devono scegliere se vogliono avere un rapporto conflittuale o di cooperazione con noi. Gli Stati Uniti spingono per una nuova serie di sanzioni contro Teheran ma hanno bisogno del sostegno degli altri Paesi che compongono il sestetto (cioè i cinque membri permanenti del consiglio di sicurezza più la Germania) ma si trovano davanti lo scarso entusiasmo della Cina e l’aperta ostilità adesso della Russia, decisa a far pesare a Washington il prezzo da pagare per la nuova Guerra Fredda. Nell’incontro in programma nella notte a New York tra la Rice e il suo collega russo Serghei Lavrov, in margine ai lavori della Assemblea dell’Onu, i temi principali della agenda sono l’Iran, la Corea del Nord e, più delicato di tutti, la Georgia. Il ministro degli esteri italiano Franco Frattini ha osservato ieri che la cancellazione della riunione del sestetto «è purtroppo un primo effetto dell’irrigidimento della collaborazione tra la Russia e gli altri grandi attori internazionali».