Sul palco l’idolo delle teenager e in trenta finiscono all’ospedale

Era esattamente quarant’anni fa quando, in un pomeriggio torrido di giugno al velodromo Vigorelli, sul palco apparvero i Beatles, i mitici «Fab Four» in abito scuro e chitarre scintillanti che mandarono in delirio - e molti in ospedale - le migliaia di fan rimasti ore in attesa sotto il palco. Corsi e ricorsi. L’altra sera a far svenire decine di teenagers rapite e urlanti è stato il ragazzino pop più gettonato del pianeta, al secolo Justin Bieber. Diciotto anni appena compiuti, ma ne dimostra ancora meno, il divo acqua e sapone made in Canada è finalmente apparso sulla scena dell’Alcatraz, il music hall di via Valtellina, dove lo attendevano da ore circa diecimila adolescenti, molte accompagnate da genitori o annoiati fratelli maggiori che forse mai si sarebbero aspettati un tale tripudio collettivo. E invece il mini set acustico dell’enfant prodige che ha ormai alle spalle due dischi di platino e il dominio degli accessi di videoclip su internet (avrebbe superato anche Lady Gaga), ha scatenato l’imponderabile. Almeno trenta giovanissime fan sono state colte da malore dopo le prime note di top hits come «Boyfriend», «Bilieve» o «One Time», in un bagno di folla che ha richiesto l’intervento di sanitari per attacchi di panico, svenimenti e contusioni.
Già dalla mattina una folta schiera di ragazzine, molte con genitori al seguito, si era assiepata in fila di fronte al noto locale nella speranza di riuscire a rompere il cordone di sicurezza e accedere alla discoteca. Alcune erano andate fino all’aeroporto di Linate sognando di incontrare il loro beniamino. Chi sperava di vederlo in piazza Duomo, invece, è rimasto deluso, visto che l’incontro pubblico tra Bieber e i fan è stato annullato a causa della visita del Papa. Ubi maior. Dopo l’estenuante attesa, è bastato che Justin salisse sul palco per scatenare il delirio. La maggior parte delle teen ager è scoppiata in lacrime, una trentina è svenuta per l’emozione e altre dieci sono rimaste contuse a causa della ressa.
Non è la prima volta che si assiste a questo tipo di scene durante una performance dell’artista canadese. Solo pochi giorni fa, 49 fan sono rimaste ferite durante il suo concerto a Oslo. Bieber, subito dopo il minishow all’Alcatraz, è volato a Verona, dove sarà ospite del programma di RaiUno «Arena di Verona 2012» condotto da Antonella Clerici.
Teeshirt nera, zazzera cotonata con il ciuffo lievemente spuntato, l’imberbe popstar ha tenuto fede alla sua fama di «baby-cupido» capace di mandare in visibilio un pubblico quasi rigorosamente femminile di età media 14 anni. Palloncini rosa, urla assordanti dalle timbriche quasi bianche, lancio di cuoricini e pupazzetti sul palco, sono ormai il leit motiv per questo fenomeno commerciale sulla cui lunga durata sono in molti ad interrogarsi. Soprattutto ora che, raggiunta la pubertà, Justin sta cambiando voce e ammette che certi acuti sul palco non gli riescono più.
Ma lui mostra di non preoccuparsene e si gode il successo che nel dicembre del 2009 lo vide intonare alla Casa Bianca «Someday at Christmas» di Stevie Wonder per Barak Obama e la first lady Michelle. Ieri, tra gli accompagnatori delle piccole fan impazzite sotto il palco di via Valtellina, qualcuno si sarà forse ricordato di scene alquanto simili per carica adrenalinica, come quelle che accompagnavano le esibizioni di certe rockstar del secolo scorso, vedi Elvis Presley o Jim Morrison. Ma forse, con tutto il rispetto per il giovanissimo interprete di «Baby», il paragone è irriguardoso. Se Justin un’eredità la raccoglie - a guardare il pubblico dell’Alcatraz - è certo più quella di fenomeni come Duran Duran, Spandau Ballet o Spice Girls. Finchè dura e fino al prossimo eroe di youtube.