Sul palco la Spagna di Mayorga «Hamelin» processa l’antieroe

L’opera per la prima volta tradotta in italiano ripercorre un presunto caso di pedofilia

Non sarà una conferenza stampa: questo è l’incipit della pièce. Tanto per mettere le cose in chiaro. Giornalisti, pedagogisti, giudici: tutti in fondo si troveranno sul palco, ma anche sotto accusa grazie ad «Hamelin», l’opera con cui il teatro Out Off debutta stasera, inaugurando la nuova stagione. L’autore in patria è ben più che un profeta: Juan Mayorga, madrileno classe 1965, è fra i talenti castigliani più apprezzati e in un cassetto custodisce quella laurea in Matematica che gli ha permesso di entrare, con metodo, negli ingranaggi della mente umana. «Hamelin», tradotto per la prima volta in italiano da Manuela Cherubini che cura, con Psicopompo teatro, anche la regia, è una parabola contemporanea della fiaba tedesca dei fratelli Grimm Il pifferaio di Hamelin. In scena andranno le indagini preliminari di un giudice chiamato a far luce su un presunto caso di pedofilia: fra la curiosità della stampa, i consigli degli psicologi e la pressione dei familiari, Montero (Mariano Nieddu) avrà ben più di un grattacapo nel riannodare le fila di una vicenda che ognuno vede a modo suo.
A complicare le sue indagini e ad insinuare il dubbio nel pubblico, ecco il «didascalista», una sorta di voce narrante interna alla scena e molto, ma molto, poco affidabile. Lui, interpretato da Roberto Rustioni, proverà a indovinare il prosieguo della vicenda, ma quasi mai le cose saranno come appare.
«È un’opera su come il linguaggio - spiega Manuela Cherubini - può ammalare la realtà». In scena i personaggi sono colti nella loro complessità: «Il giudice è anche un uomo, con le sue debolezze, ed un padre, con un pessimo rapporto col figlio. Idem per la psicopedagogista, donna, tormenta da mille problematiche», spiega la regista. «Hamelin» è il dramma della fallibilità del proprio operato: «È la tragedia dell’antieroe moderno spiega ancora Cherubini -. Proprio in questa accettazione dei propri limiti sta l’happy end della vicenda: il giudice pur fra mille sbagli non perde di vista l’obiettivo di fare chiarezza sulla vicenda». Perseverando, riuscirà infatti ad avere un colloquio solitario e risolutivo col bambino. «Chi padroneggia meno il linguaggio - i più deboli, i più poveri o per l’appunto i bambini -, ha più difficoltà - chiude Cherubini - ad affermare la propria voce»: questo è il messaggio di «Hamelin». L’autore arriverà di persona dalla Spagna l’8 ottobre e il giorno seguente alle 18 sarà ospite all’Istituto Cervantes di via Dante 12.
Hamelin
Teatro Out-Off
Fino al 12 ottobre
info: 02-34532140)