Sul palcoscenico di Montecarlo preziose antichità

I maggiori specialisti alla prestigiosa biennale dove il pubblico compra davvero

(...) Riflettori puntati dunque sullo Sporting d’Hiver della capitale monegasca dove in questi giorni si tiene la sedicesima «Biennale des Antiquaires, Joailliers e Galeries d'Art de Monaco» che da 30 anni attira migliaia di visitatori e collezionisti pronti a staccare assegni a sette zeri per mettere le mani su una prestigiosa firma di gioielleria o su un dipinto da museo.
Sotto il profilo del mercato, la grande peculiarità rispetto ad altre manifestazioni come il Tefaf di Maastricht o la Biennale di Parigi, sembra essere proprio questa: all'ombra della Rocca e dell'intramontabile Casinò, il pubblico ammira ma poi compra per davvero e gli italiani, specie quelli residenti nel Principato, stanno in prima fila.
Sulla qualità dell'offerta, d'altro canto, brilla la garanzia di antiquari come i parigini Jacques Perrin, Maurice Segoura o la romana Paola Cipriani. Furono proprio i primi due, oltre all’italiano Mario Bellini, a rispondere nel 1975 all'invito della principessa Grace di creare una Biennale d'elite che potesse selezionare soltanto mercanti internazionali di assoluto prestigio in tutti i grandi settori dell'antiquariato: dagli oggetti d'arte all'argenteria, dai mobili d'epoca alla maioliche e alle porcellane, dai dipinti e disegni antichi e moderni all'alta gioielleria fino all'arte africana.
Anche quest’anno, fino al 7 agosto, una trentina tra i più qualificati antiquari, gioiellieri e mercanti d'arte internazionali hanno presentano importanti collezioni di dipinti antichi, moderni o contemporanei, sculture, arazzi, alta oreficeria, mobili, gioielli, pietre preziose e oggetti d'arte. Numerose le opere di alta scuola come i celebri fondi oro del Quattrocento presentati dal mercante fiorentino Fabrizio Moretti, i dipinti ottocenteschi del mercante belga Patrick Berko, e il meglio della produzione degli ebanisti e mobilieri parigini del XVIII secolo presentati da Philippe Perrin, figlio del celebre Jacques.
Nel settore delle arti decorative francesi del XVIII secolo, Adriano Ribolzi presenta una coppia di «Girandoles en Trombette» firmate da Pierre Philippe Tomire (1751-1843) in bronzo dorato. Nello stand dell’antiquario italiano è esposta in bella vista anche una rarissima coppia di Mappamondi - Globo Celeste e Globo Terrestre - realizzati rispettivamente nel 1775 e nel 1776 da François de Lande e da Rigobert Donne; una coppia simile venne eseguita per lo Zar Paolo I.
Maurice Segoura, interlocutore dei più grandi collezionisti e musei, ha invece esposto uno straordinario bureau en pente Luigi XV con intarsi floreali, mentre Flore de Brantes presenta oggetti inediti tra cui un paio di consolle in ferro patinato realizzate da Marc du Plantier nel 1952; Paola Cipriani segnala invece una splendida coppia di commodes napoletane del tardo Settecento assieme a una suite di quattro poltrone in legno intagliato e dorato. Per l’oreficeria antica, Bernard de Leye, antiquario belga di grande reputazione, presenta alcuni pezzi d'argenteria francese del XVIII e XIX secolo tra cui un paio di rinfrescatoi in vermeil firmati Odiot, fornitore ufficiale di Napoleone I oltre a una statuetta in oro rappresentante la Grande Caterina con l'abito dell'incoronazione, un pezzo unico realizzato a San Pietroburgo alla fine del XVIII secolo.
Per il settore gioielli, infine, Moussaieff Jewellers Ltd, noto per i suoi acquisti di pietre tra le più straordinarie sul mercato, espone una collezione di magnifiche parure. Ma anche la pittura moderna e contemporanea è ben rappresentata dalla Galerie Fabien Boulakia di Parigi che, tra l’altro, presenta un’opera maggiore di Jean Dubuffet del 1947; prezzo richiesto, un milione e quattrocentomila dollari. Sotto a chi tocca.