Sul Petrano il re è Sastre, ma Menchov resta "rosa"

Scatto decisivo dello spagnolo a metà dell'ultima salita. Dietro di lui ci prova anche Basso. Menchov e Di Luca lasciano fare poi rientrano nell'ultimo km e il russo "ruba" anche i 12" di abbuono all'abruzzese

Monte Petrano - Carlos Sastre non pensa a niente. Mette giù il cabezon e spinge sui pedali. Dopo quasi 7 ore di corsa, più di 4mila metri di dislivello, 3 ore di salita, termometro vicino ai 35 gradi. Con le ammiraglie che cercano l'acqua per strada (come nei Giri di una volta). Se ci pensi non lo fai. Stai lì buono e aspetti un altro giorno. Invece Sastre tenta una, due. La terza volta è quella buono. Non si capisce se rassegnato ("Questo quanto ne ha...") o poco preoccupato (in classifica lo spagnolo è a quasi 3'), ma Denis Menchov gli lascia via libera. In cinque km di ascesa il vincitore del Tour dello scorso anno (con un numero simile a quello odierno sul Mont Ventoux) si beve Damiano Cunego e Yaroslav Popovych (fuggitivi dal chilometro due, dal primo minuto di corsa), non lascia avvicinare gli altri big di classifica e chiude con 24" sulla maglia rosa. Ora è terzo in generale a 2'19". E rilancia: "Il Giro non è finito, sono qui per vincere". Terzo allo striscione Danilo Di Luca (Lpr) e Ivan Basso (Liquigas), rispettivamente staccati di 26" e 29" dallo spagnolo. Menchov è sempre al comando in generale con 39" su Di Luca. Quarto è Franco Pellizotti a 3'08", quinto Basso a 3'19".

Basso sfortunatissimo Al varesino non ne va bene una. Dopo l'attacco di ieri verso Faenza insieme a Garzelli, Basso oggi riprova prima e dopo Sastre. Ma nel momento in cui Menchov e Di Luca lo lasciano scappare lo spagnolo di Avila è troppo lontano. Iraggiungibile dall'italiano della Liquigas. Per quattro chilometri resta a bagnomaria, poi ai 1.600 metri dall'arrivo maglia rosa e ciclamino gli ripiombano sulla ruota posteriore. Basso all'arrivo non si toglie la smorfia dal viso nemmeno dopo il traguardo: "Ci ho provato in tutti i modi - spiega il varesino -. Sastre è stato più forte, Menchov e Di Luca hanno tenuto benissimo, quindi va bene così. Giro finito? Vediamo dopo Blockhaus e Vesuvio".

Di Luca perde da Menchov Non si capisce bene con che tattica corra l'abruzzese. Ieri ha riportato il russo su Basso. Oggi idem. Dopo gli scatti di Sastre e del varesino e un attimo di stallo tra i primi due in classifica, il capitano della Lpr si è praticamente alleato con il suo unico vero rivale per la maglia rosa finale, il russo Menchov. E di comune accordo sono andati a rimontare su Sastre riprendendo Basso. Poi il leader, per ringraziare, ha pure battuto l'abruzzese nella volata per il secondo posto staccando il "killer di Spoltore"di 2", più 4 di abbuono. Ora Di Luca è scivolato a 39". Sceso di bicicletta spiega così la "strana" alleanza: "Sastre stava rientrando in classifica, Menchov non tirava un metro. Dovevo muovermi per mettere in cassaforte almeno il secondo posto. Adesso spero di riuscire a staccare il russo sul Blockhaus, nel mio Abruzzo, o sul Vesuvio".

Precipita Leipheimer Chi esce di classifica è il capitano dell'Astana Levi Leipheimer. Caduto nella discesa tra il Catria e il Petrano l'americano rischia la cotta da 10'. Soltanto il coraggio e le gambe ritrovate del suo gregario doc Lance Armstrong (fermato dall'ammiraglia mentre seguiva i primi) lo traghettano fino al traguardo. Un altro che dà l'addio ai posti che contano è lo svedese della Columbia, Lovkvist: la maglia bianca non ha mai digerito gran ché le salite. Dopo le prime due settimane di Giro tutte le sue carenze quando la strada sale si sono fatte vedere: bollito epico e addio premio per il miglior giovane.

La nuova classifica 1. Denis Menchov (Russia/Rabobank) 70h6'30", 2. Danilo Di Luca (Lpr) +39", 3. Carlos Sastre (Cervelo) +2'19", 4. Franco Pellizotti (Liquigas) +3'09", 5. Ivan Basso (Liquigas) +3'19", 6. Levi Leipheimer (Astana) +3'21", 7. Michael Rogers (Columbia) +5'54".