Sul piano antideficit ignorato il Consiglio

Antonella Aldrighetti

Ne ha presentato una bozza al governo centrale, ne ha parlato con dovizia alla tv e alla carta stampata in due appuntamenti separati, ha mostrato qualche accenno sommario alle organizzazioni sindacali con le quali stamani ci sarà un approfondimento. E ancora. Oggi informerà finanche gli stessi esponenti dell’imprenditoria sanitaria. Viste così, sono state due settimane dense di appuntamenti quelle di cui è stato protagonista il governatore Piero Marrazzo che ha cercato di illustrare, in lungo e in largo, quel progetto di rientro del deficit sanitario. Ma, in questo seppur «figurato girovagare» che, nelle ultime due settimane lo ha impegnato quasi senza sosta, si è dimenticato qualcuno. Più di qualcuno. Almeno una sessantina di consiglieri regionali che, dai banchi della Pisana, aspettano di essere resi edotti su quello che sarà il programma per ripianare i 4 miliardi di euro di buco. Che l’ex teledifensore civico di Raitre sia così profondamente entrato nel ruolo di commissario ad acta del comparto salute da sentirsi legittimato a escludere il parlamentino della regione? Alla domanda, seppur retorica, non c’è risposta. Sembra infatti che Marrazzo ritenga gli eletti alla Pisana, senza discriminazioni tra maggioranza e opposizione, una sorta di appendice cui delegare solo una parte marginale di compiti: quella preponderante spetta invece alla giunta che «ha in serbo almeno altre 18 delibere - parole sue - per abbattere il disavanzo finanziario». Così adesso in «regime di affiancamento» sarà proprio il presidente a rivestire il ruolo di garante, se non addirittura interprete inconfutabile delle relazioni tra governo e regione nonché, tra regione e mass media. Vale a dire che tra i compiti primari c’è pure quello di selezionare i mass media: preferirne alcuni e delegittimarne altri. Un accenno che riflette il comportamento a senso unico che l’ex conduttore di MiManda Rai Tre ha tenuto due giorni fa con il Giornale: alla sua conferenza «privata», presso la casa di vetro di via Cristoforo Colombo, la nostra testata giornalistica non è stata invitata. Qualche suggerimento per ottenere l’invito a partecipare ai dibattiti lo danno una quindicina di consiglieri di opposizione: presentare un’istanza formale. Come la loro del resto che chiede di dedicare nella prossima seduta utile, un consiglio straordinario monotematico sullo stato di salute della sanità. Alla linea di partenza per il rientro del deficit, oltre ai tagli alla farmaceutica e alla diagnostica, si ipotizza l’introduzione di un ticket di 6 euro al giorno sui ricoveri ospedaliera. E poi ci sono in agguato gli aumenti sulle aliquote regionali. Si parte con l’Irap, perché «già a partire dal 20 giugno i contribuenti cominceranno a pagare un acconto più salato, per cui - chiosa Fabio Desideri capogruppo Lista Storace - riteniamo che l’assessore alla Sanità Augusto Battaglia relazioni, assieme al presidente Marrazzo, sul piano straordinario per il recupero del deficit sanitario. Diversamente, riterremo questa un’omissione». Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di Forza Italia, Raffaele D’Ambrosio che ritiene il dibattito sulle finanze sanitarie «urgente e degno di essere trattato in una sede opportuna quale è la sede del consiglio regionale perché stiamo parlando - afferma - di problemi urgenti che interessano i cittadini più deboli del Lazio». Una ricetta per il ripiano del deficit l’accenna Rodolfo Gigli (Udc): «Tagliare gli sprechi e gli esuberi prima e poi si può cominciare a parlare di razionalizzazione dei servizi perché tagliare i posti letto non porta economie». Intanto il comparto sanitario è in agitazione: la Fials ha minacciato, per luglio, una prima giornata di sciopero dopo che l’assessore Battaglia ha chiesto ai manager delle Asl di bloccare i versamenti degli arretrati per il rinnovo del contratto dell’ultimo biennio.