Sul «Podio Ferrari» sale il fior fiore dei fornitori

Diego Luigi Marin

da Maranello (Modena)

Vi piacerebbe scoprire qual è la migliore Ferrari di sempre? Per saperlo, basterà vi mettiate al volante della nuova granturismo 599 Gtb Fiorano, grati per la buona sorte. La casa del Cavallino, invece, ringrazia fornitori e partner tecnici con un elegante e appassionato happening, ormai divenuto appuntamento di prammatica. È il «Podio Ferrari», convention giunta alla sesta edizione che ha visto il management di Maranello presente al gran completo premiare le aziende segnalatesi per capacità di sviluppo e innovazione, nonché per l’eccellenza qualitativa dei componenti e dei sistemi che contribuiscono a dar vita alle Rosse. Sul palco, un poker di fornitori tra i mille, per tre quarti imprese italiane che, come ha sottolineato il presidente Luca di Montezemolo, «appaiono fondamentali per ogni piccolo dettaglio che fa grande le nostre vetture». Magneti Marelli, storico produttore di apparati elettrici ed elettronici, si è aggiudicato il «Ferrari Innovation Award». L’impresa che aprì i battenti nel 1919 oggi è un gruppo internazionale con 31 centri di ricerca e sviluppo in 15 Paesi, 24mila addetti e un fatturato di 4 miliardi: «Azienda globale ma con un cuore - come ha ribadito il direttore commerciale della holding Luigi Potenza, premiato da Jean Todt - più che mai rosso Ferrari».
Una passione sinceramente condivisa dal presidente del gruppo Omr, Marco Bonometti, a cui Piero Ferrari ha consegnato il premio speciale all’«Eccellenza italiana»: componenti e assiemi per l’automotive, utilizzati dalle case costruttrici di mezzo mondo, e soprattutto uno sviluppo capace di procedere ai ritmi imposti dalla collaborazione con il Cavallino, «basata prima di tutto sul rapporto umano e sull’entusiasmo, formidabile volano di eccellenti risultati». Gli acciai speciali e le superleghe di Aubert & Duval impiegati per componenti ad altissime prestazioni nelle monoposto di F1 si sono invece meritati il «Ferrari Technology Award», consegnato dal vicedirettore generale Amedeo Felisa a Edouard Duval, a capo della società siderurgica che da 30 anni fornisce Maranello, «soddisfatto di contribuire a uno dei più noti e apprezzati simboli della genialità italiana». E poi, ecco il «Premio del Presidente», attribuito alla giapponese Bridgestone, per l’apporto chiave alle ritrovate prestazioni delle Rosse nei circuiti di F1 e la capacità di trasferire l’esperienza agli pneumatici delle vetture granturismo. «Un riconoscimento - ha affermato l’ad di Bridgestone Europa, Takashi Urano, ricevendo il premio da Montezemolo - all’eccellente lavoro di team che poggia su una partnership solidissima».
La convention è stata l’occasione per sottolineare le rinnovate ambizioni di Maranello, che negli ultimi 6 anni ha aumentato il budget della ricerca e sviluppo del 140% e gli investimenti in infrastrutture del 200%. «La neonata 599 - ha osservato Montezemolo - condensa il meglio del know how e della tecnologia Ferrari. È parte di una gamma che ha solo due anni e mezzo e la sua produzione 2007 è già stata tutta assegnata. L’attuale si annuncia come una stagione record: nel primo trimestre il fatturato segna più 27% e il prossimo triennio ci aspettiamo un forte sviluppo».