Sul Tfr c’è l’intesa tra governo e parti sociali Vertice a fine agosto

Nove le modifiche al decreto chieste da imprese e sindacati. Sì di Maroni

Francesco Casaccia

da Roma

L’incontro sul Tfr tra governo e parti sociali è andato bene. Al termine della riunione, tutti esprimono soddisfazione e ottimismo. Imprenditori e sindacati hanno presentato al ministro del Welfare, Roberto Maroni, un elenco di nove modifiche da apportare al provvedimento. E Maroni ha dato la sua disponibilità ad accoglierle. Un nuovo vertice è previsto per il 31 agosto.
È lo stesso ministro ha parlare di «clima giusto per lavorare. Un clima favorevole senza pregiudizi politici o ideologici che porterà a migliorare il testo della riforma». Nel prossimo incontro del 31 agosto, ci sarà una sintesi finale in modo da garantire il decollo della previdenza integrativa dal 1° gennaio 2006. Naturalmente restano ancora alcuni nodi da sciogliere a cominciare dal ruolo centrale che deve avere la contrattazione collettiva. «Riconosco questo ruolo - dice Maroni - con le conseguenze che avrà sui fondi chiusi e aperti». Non solo. Il ministro accoglie anche le richieste per una revisione delle compensazioni a favore delle imprese che devono ruotare incontro a sgravi fiscali. «Condivido questo principio e mi sono impegnato a studiare nuovi meccanismi». E se servono nuove risorse le si potranno inserire nella prossima Finanziaria. «D’altra parte - precisa Maroni - il governo ha messo questo temo sul podio delle azioni di fine legislatura. Per questo, sono ottimista». Per quanto riguarda l’accesso al credito, il ministro ricorda che è aperto un tavolo con l’Abi. Anche il viceministro all’Economia, Giuseppe Vegas, assicura che il Tfr rappresenta «una delle priorità» della prossima Finanziaria.
Soddisfatte le parti sociali. Il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta, sottolinea come Maroni abbia «riconosciuto la fondatezza di tre punti chiave che ponevamo: compensazione finanziaria per le imprese, garanzie di accesso al credito e riconoscimento del ruolo contrattuale». Entro lunedì prossimo, le parti sociali presenteranno a Maroni gli emendamenti al testo. Per Confcooperative ora è possibile migliorare il provvedimento del ministro. E il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, spiega che «il nodo delle assicurazioni è già risolto nella legge delega. Riguarda la libertà di scelta del lavoratore che deve decidere liberamente cosa fare del Tfr». Dagli artigiani della Cna arriva un giudizio positivo dell’incontro «anche se non risolutivo. le condizioni per una reale partenza del provvedimento possono essere create esclusivamente attraverso la condivisione delle parti sociali dei meccanismi che regoleranno il sistema». Ma il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, sottolinea che «le misure sono concentrate solo sui lavoratori dipendenti e si sottovalutano le esigenze di 6 milioni di lavoratori autonomi». Per i sindacati, spiega Pierpaolo Baretta della Cisl, «ci sono le condizioni per poter procedere. Ci sembra di poter avviare un percorso proficuo». E Morena Piccinini della Cgil giudica «significativa» l’apertura di Maroni che, però, «andrà verificata nel prossimo incontro».