"Sul ticket tra un anno decideranno i milanesi"

La Moratti: "È un provvedimento a tempo, valuteremo gli effetti su smog
e disagi". Dribbling di Formigoni: "Competenza del Comune". E Palazzo
Marino assicura: i mezzi pubblici saranno potenziati. Alla festa Tricolore il sindaco attacca il governo sulla sicurezza: "Non ha mantenuto gli impegni presi. Ci vuole un decreto legge per
combattere la criminalità"

Sarà un ticket a tempo. «Un anno - promette Letizia Moratti - e poi saranno i milanesi a decidere». Una «consultazione», un referendum. Finalmente c’è la promessa ufficiale. Fatta in pubblico. Davanti alla tantissima gente che ieri ha affollato il tendone tirato su in piazza Affari da Alleanza nazionale per la ventesima edizione della Festa tricolore del Secolo d’Italia. Quattro giorni di kermesse per preparare la «spallata» al governo Prodi. Sul palco, insieme al sindaco, il vice Riccardo De Corato, il presidente della Regione Roberto Formigoni, Ignazio La Russa, Massimo Corsaro, Viviana Beccalossi, Maurizio Lupi, Luigi Casero. Tutti d’accordo, ma non troppo con quella che il direttore Maurizio Belpietro, che coordina l’incontro, continua a chiamare «non ecopass, ma ecotassa». «È una piccola misura in mezzo ad altre trenta», si difende la Moratti. «Ma se era così piccola, non la si poteva evitare?». E allora la lady di ferro cede. Promette che fra un anno se ne riparlerà. Che, come ha chiesto Corsaro (coordinatore regionale di An), prima di prorogare la misura si valuteranno «gli effetti della sperimentazione sullo smog», ma anche (ed è la prima volta che se ne parla) «i disagi per i cittadini». Ma «il sindaco ha la responsabilità sulla loro salute». Vero, ma a Londra e nelle altre città europee, prosegue il dibattito, i trasporti sono ben diversi. «Li stiamo potenziando - assicura il sindaco - Dopo vent’anni abbiamo ricominciato a investire sulle metropolitane. Le nuove linee 4 e 5 e i prolungamenti di quelle esistenti. E poi l’incremento dei mezzi pubblici. Un piano coordinato fra istituzioni locali e governo da 3 miliardi e 300 milioni di euro». Ma a colpire è solo la nuova gabella. E Formigoni? «Il ticket? È una competenza del Comune - dribbla da politico consumato - La Moratti e la sua giunta hanno preso una decisione legittima che noi rispettiamo. Non riuscirete a farci litigare». Ma, intanto, snocciola la «politica degli incentivi», i contributi erogati dal Pirellone per chi cambierà un’auto inquinante con una «pulita» o le misure per limitare la circolazione. Ticket, ma anche il traffico che soffoca la città. Troppe volte reso infernale da cantieri che sembrano essere eterni. Come quello in piazza Meda, cuore del cuore di Milano lacerato da anni dallo scavo per fare un parcheggio. «Chiediamo che sia chiuso - attacca La Russa - È un progetto sbagliato della giunta Albertini che va eliminato. Basta. Ora c’è anche il parere della sovrintendenza». La Moratti annuisce. «Il piano parcheggi ce lo siamo trovato. Lo abbiamo rivisto chiedendo il parere dei consigli di zona. E la sovrintendenza garantisce che accelera le procedure per chiudere i lavori in piazza Meda».
Si prosegue con la sicurezza. «Basta, basta, basta - alza ancora la voce su un tema che le è caro - Ci vuole un decreto legge per combattere la criminalità. Il governo non rispetta gli impegni presi e un disegno di legge non è sufficiente. A Milano vengono presi appena il 5 per cento dei ladri. Il 95 per cento degli scippi rimangono impuniti, il 65 per cento delle rapine. I giudici si devono svegliare perché questi reati colpiscono le fasce più deboli». Le tasse? «Il governo dice che bisogna prima tagliare le spese e poi si potranno abbassare - si infervora Formigoni - È vero il contrario. Prima affamiamo la bestia statalista. Diamo al moloch meno da mangiare e finalmente i cittadini potranno pagare il giusto».