Sul web gli auguri dell’Idv a Andreotti: la foto del delitto Pecorelli

La foto campeggia sulla homepage del sito del partito. E non lascia spazio a equivoci: in bianco e nero un po’ sgranato (d’altronde risale a trent’anni fa esatti) mostra il cadavere del giornalista Mino Pecorelli riverso sul sedile della sua auto e colpito a morte (nella foto).
Un modo originale, anche se di gusto discutibile, per festeggiare il novantesimo compleanno di Giulio Andreotti, quello scelto da Italia dei Valori: in pratica, un’accusa di omicidio. Indifferente al fatto che, al termine di un processo iniziato nel 1996, Andreotti sia stato assolto per non aver commesso il fatto nel 1999 e poi di nuovo, in via definitiva, dalla Corte di Cassazione nel 2003.
È il presidente dei senatori di Italia dei Valori, Felice Belisario, che chiosa la foto con poche righe. E spiega anche perché i parlamentari del suo gruppo si siano allontanati dall’aula di Palazzo Madama mercoledì scorso, quando è stato solennemente celebrato il novantesimo genetliaco del senatore a vita, con tanto di standing ovation unitaria da parte di maggioranza e opposizione. «Chi sia Giulio Andreotti non è un mistero per nessuno, basta aprire Wikipedia per farsi un’idea sul suo passato politico e sulle sue discutibili relazioni», scrive Felice Belisario. Se i suoi senatori non hanno presenziato, assicura il capogruppo, «non è stato casuale, e non è stato certamente solo per una riunione interna, che pure c’è stata, come minimizzano i giornali». Nient’affatto: «Noi non c’eravamo perché - rimarca Belisario - non volevamo esserci, perché per noi Giulio Andreotti non è il modello di uomo politico da cui vorremmo fossero rappresentati i cittadini italiani».