Sul web la delusione per la lista Ferrante

La guida del listone ulivista se la giocano Salvatore Bragantini e Marilena Adamo. La decisione stamani, garantiscono i Ds dopo aver escluso anche outsider di peso come Filippo Penati e dopo aver depennato il già sconfitto alle regionali Riccardo Sarfatti. Capolista che, secondo Franco Mirabelli, «sarà alla testa di una buona lista, aperta alla città e che darà grande contributo al centrosinistra e a Bruno Ferrante». Dichiarazione che dà, intanto, il via libera agli aspiranti presidenti del centrosinistra per i nove consigli di zona: quattro ai Ds (sotto l’insegna dell’Ulivo con anche un candidato in quota alla Margherita), due a Rifondazione e uno ciascuno a Verdi e Rosa nel pugno. Spartizione delle poltroncine che, secondo una nota stampa, «soddisfa tutte le forze politiche della coalizione».
Quadretto che rende ottimista pure il presidente della Provincia, «presentarsi alle comunali sotto il simbolo dell’Ulivo è la direzione giusta, quella cioè di puntare a rafforzare l’Ulivo a partire da Milano e costruire un motore riformista, in patto federativo con le altre forze politiche, dentro un quadro di unità che è l’Unione». Lettura, quella di Penati, «certo che la lista Ferrante aggiungerà consenso all’Unione», contestata però dalla sinistra interna della Quercia: «Come si fa a chiedere di votare un partito che non c’è? Cosa temiamo? Dato che si presenta anche una lista Ferrante, be’ non vorremmo che si elidessero a vicenda». Condizione non improbabile e che, comunque, fa sorridere i diciottomila lettori del sito onemoreblog.org: «La lista Ferrante è senza fantasia», «speravamo che l’ex prefetto mobilitasse qualche personaggio fortemente significativo», «auspicavamo di avere qualche piacevole sorpresa, di vedere sbucare qua e là qualche lampo di luce tra i nomi dei candidati». Critiche su critiche del centrosinistra deluso che ancora, a meno di trenta giorni dal voto, attende uno straccio di programma per governare Milano.