Sull’Alta velocità lo Stato deve farsi rispettare

Non poteva non accadere. Dopo Scanzano Ionico che non ha voluto le scorie nucleari e dopo che numerosi Comuni dell’hinterland napoletano si sono rifiutati di accogliere i loro rifiuti urbani ecco che, prevedibilmente, anche nel Nord Italia si verifica il rigetto di un progetto dello Stato italiano e della intera Europa.
È il caso della Tav in Val di Susa dove mestatori di professione sobillano con successo le masse e alcuni rappresentanti dei poteri locali affinché si oppongano a quello che è nient’altro che l’indifferibile processo di modernizzazione del Paese.
Non è dato sapere come andrà a finire il braccio di ferro tra la quasi totalità dei pubblici poteri nazionali e i manifestanti: l’unica certezza è che questa situazione si è creata dopo i cedimenti dello Stato a Scanzano Ionico e nel Napoletano. Lo Stato, sorretto da grandissima parte dell’opinione pubblica, si faccia rispettare.