Sull’autobus di Stalin

C'è un autobus che al posto dei finestrini ha schermi televisivi su cui scorrono vecchie immagini. E c’è un uomo che evoca verità taciute, riflettendo sulla società occidentale, su Stalin e lo stalinismo. Succede nello spettacolo L'autobus di Stalin, in cui l'autore Antonio Pennacchi lancia una sfida ai luoghi comuni e ai pregiudizi “politically correct”, attraverso l'esame di alcuni casi estremi. Sul palco c’è un conducente d'autobus e poco altro: una matrioska che simboleggia il mondo di cui si parla, ma anche il concetto di individuale e collettivo, e uno strano attrezzo che richiama il mondo della fabbrica, da cui proviene l'autore. Lo spettacolo si inserisce nel progetto Ciao Novecento del Teatro Filodrammatici, dedicato all'analisi dei movimenti politici e culturali del Ventesimo secolo, di cui fa parte anche Marx a Milano. \