«Sull’emergenza rifiuti nella Tuscia la giunta Mazzoli fa solo propaganda»

In provincia di Viterbo continua a finire anche l’immondizia prodotta nella zona della Sabina

Il grido d’allarme lanciato dal vicesindaco di Civitavecchia e dal coordinatore dei Socialisti riformisti Donato Robilotta, i quali mettono in guardia contro il pericolo che i rifiuti del Lazio vengano inceneriti a Torre Valdaliga, torna a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un problema che vede la Provincia di Viterbo soggiacere - inerme - alle azioni di malgoverno della giunta Marrazzo. Purtroppo, ancora una volta, dobbiamo dire che lo stesso grido di allarme era stato lanciato dal sottoscritto più di due mesi fa, all’indomani della approvazione del nuovo piano commissariale per la gestione dei rifiuti, adottato da Marrazzo nel totale silenzio della classe politica che governa la Provincia di Viterbo. Allora, avevamo detto infatti che il Piano evidenziava un pericoloso squilibrio tra gli ambiziosi obiettivi di raccolta differenziata (non supportati da risorse e strategie adeguate) e la capacità degli invasi di discarica esistenti; avevamo poi detto che la sciagurata politica del «no alla termovalorizzazione» a tutti i costi, abbracciata anche dalla giunta provinciale, rischia di condurre verso soluzioni (prospettate proprio dal Piano Marrazzo) che portano i rifiuti in impianti quali i cementifici e le centrali elettriche, con conseguenze veramente incalcolabili per la salute e l’ambiente del nostro territorio.
Ma se il gioco del «l’avevamo detto» ci rattrista, soprattutto quando a rischiare sono i cittadini e il territorio in cui viviamo, la continua latitanza della politica ci preoccupa e indigna. La conferenza stampa di fine anno del presidente Mazzoli e le dichiarazioni rilasciate durante il Consiglio provinciale a seguito delle puntuali interrogazioni dell’opposizione, non fanno che confermare quel senso di assenza della politica cui ormai certi personaggi della giunta provinciale ci hanno purtroppo abituati.
Mazzoli continua a parlare di nulla, sparando qua e là cifre senza senso né sostanza, per raccontarci della volontà di incrementare la raccolta differenziata portandola a livelli più che quadrupli rispetto all’attuale; affermazioni che, senza un adeguato piano di sostegno economico ai Comuni e senza una congrua pianificazione degli interventi, non possono che rimanere illusorie. Con quali mezzi il presidente incrementerà la raccolta differenziata? Come farà a garantire che l’aumento dei costi di raccolta non si ripercuota negativamente sulle tasche dei cittadini, attraverso la tariffa che inevitabilmente i Comuni debbono porre a carico dell’utenza? Sa forse darci una idea, sia pure di massima, di quali costi sta parlando (la raccolta porta a porta costa molto...) e con quali risorse è possibile affrontarne le spese?
Senza un quadro chiaro dei percorsi, e in assenza di una quantificazione e individuazione delle risorse necessarie, parlare di aumento (del 500%, sic!) della raccolta differenziata appare pura propaganda. Sulla vicenda dei rifiuti di Rieti, poi, le dichiarazioni di Mazzoli lasciano veramente di stucco: sono anni che il centrodestra viterbese conduce una battaglia per l’allontanamento dei rifiuti reatini dall’invaso di Monterazzano. L’attuale conferimento porta inevitabilmente a un più rapido esaurimento dei volumi disponibili, a tutto discapito dell’utenza locale. Ebbene, il piano commissariale (avallato dalla giunta Mazzoli) non prevede la realizzazione di alcun impianto di discarica nella provincia di Rieti, che dovrà invece dotarsi di un impianto di preselezione e trattamento (come quello di Casale Bussi), con il risultato che i rifiuti trattati da Rieti andranno comunque a finire nella discarica di Monterazzano. E se si considera che lo stesso piano commissariale prevede l’ampliamento di Monterazzano, si fa presto a capire che questo ampliamento sarà necessario per smaltire sia i rifiuti viterbesi che quelli reatini. La dichiarazione di Mazzoli sull’interruzione del conferimento da Rieti a Monterazzano è quindi in completo disaccordo con il Piano commissariale, avallato dallo stesso Mazzoli con la muta partecipazione della Provincia alla conferenza istruttoria del piano. Anche in questo caso, quindi, pura propaganda di fine anno.
Continuiamo a porre domande, sulla stampa, in Consiglio provinciale e in tutte le sedi in cui il nostro lavoro di opposizione costruttiva si può compiere; ci preme solo che i cittadini sappiano che Mazzoli continua a non rispondere alle nostre e vostre domande; e che la mancanza di risposte, purtroppo, corrisponde ad una mancanza di idee e, quindi, ad una ormai conclamata incapacità di governare davvero il territorio. Attendiamo - senza speranza - qualche risposta e qualche fatto concreto che possano smentire la nostra analisi.
(*) Consigliere provinciale Fi